TY  -  JOUR
AU  -  Di Marco, Luca
AU  -  Di Carlo, Marta
AU  -  Murana, Giacomo
AU  -  Buia, Francesco
AU  -  Mariani, Carlo
AU  -  Attinà, Domenico
AU  -  Lovato, Luigi
AU  -  Pacini, Davide
T1  -  Gestione della dissezione aortica acuta di tipo B: 
trattamento e follow-up
PY  -  2023
Y1  -  2023-09-01
DO  -  10.1714/4084.40682
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  24
IS  -  9
SP  -  731
EP  -  739
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/08
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4084.40682
N2  -  La dissezione aortica di tipo B secondo Stanford viene definita dalla presenza del tear intimale subito a valle dell’arteria succlavia sinistra e, a differenza della dissezione di tipo A che costituisce un’emergenza chirurgica, può essere trattata conservativamente con la sola terapia medica che continua infatti ad essere considerata il “gold standard”. La chirurgia, riservata storicamente alle dissezioni complicate, è stata rivoluzionata negli ultimi anni dall’avvento delle tecniche di riparazione endovascolare (TEVAR) che hanno mostrato ottimi risultati in termini di sopravvivenza globale e di prevenzione dallo sviluppo di complicanze tardive, affermandosi come valida opzione terapeutica, anche perché gravate da tassi di morbilità e mortalità notevolmente inferiori rispetto alla chirurgia a cuore aperto. In particolare si è osservato come anche le forme non complicate potrebbero beneficiare di un trattamento endovascolare precoce in presenza di determinati fattori di rischio. Ad oggi però mancano risultati a lungo termine e resta da definire il giusto timing di intervento, per cui ancora non esiste un consenso unanime sui reali benefici della TEVAR per le dissezioni acute di tipo B non complicate.
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