TY  -  JOUR
AU  -  Vedovati, Maria Cristina
AU  -  Agnelli, Giancarlo
T1  -  Una nuova strategia per l’anticoagulazione: 
gli inibitori del fattore XI
PY  -  2023
Y1  -  2023-06-01
DO  -  10.1714/4041.40204
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  24
IS  -  6
SP  -  446
EP  -  454
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/4041.40204
N2  -  Negli ultimi 10 anni, l’introduzione degli anticoagulanti orali diretti (DOAC) ha rivoluzionato la terapia anticoagulante, uno dei cardini della terapia delle malattie cardiovascolari. Grazie alla loro efficacia almeno non inferiore rispetto agli antagonisti della vitamina K e al loro miglior profilo di sicurezza, soprattutto per quanto riguarda il sanguinamento intracranico, i DOAC rappresentano la prima scelta nella prevenzione del cardioembolismo nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare e nel trattamento del tromboembolismo venoso (TEV). Altri ambiti di utilizzo dei DOAC includono la prevenzione del TEV nella chirurgia ortopedica ed oncologica e nel paziente oncologico ambulatoriale sottoposto a terapia antitumorale, oppure l’utilizzo a basso dosaggio in aggiunta all’aspirina in pazienti con patologia coronarica o arteriosa periferica.Per alcuni DOAC è stato segnalato un aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale. Inoltre, per i DOAC si contano anche alcuni insuccessi tra cui la prevenzione dell’ictus nei pazienti portatori di protesi valvolari meccaniche o affetti da malattia reumatica e la terapia del TEV nei pazienti con sindrome da anticorpi antifosfolipidi. Peraltro non sono disponibili dati con i DOAC in alcuni ambiti particolari tra i quali l’insufficienza renale severa e la piastrinopenia severa.In questi ultimi anni è stato prospettato l’impiego clinico degli inibitori del fattore XI e del fattore XII. Al momento, gli inibitori del fattore XI hanno maggiori dati clinici rispetto agli inibitori del fattore XII. In questo articolo verranno presentati il razionale per l’impiego clinico e le principali evidenze ad oggi disponibili sull’utilizzo degli inibitori del fattore XI.
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