TY  -  JOUR
AU  -  Giordana, Francesca
AU  -  Bugani, Giulia
AU  -  Camilli, Massimiliano
AU  -  Di Odoardo, Luca
AU  -  Zilio, Filippo
AU  -  Andreotti, Felicita
AU  -  Maggioni, Aldo P.
AU  -  Di Pasquale, Giuseppe
T1  -  Il paziente con trombosi ventricolare sinistra dopo infarto miocardico acuto: tra evidenze disponibili, incertezze e prospettive future
PY  -  2023
Y1  -  2023-03-01
DO  -  10.1714/3980.39622
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  24
IS  -  3
SP  -  196
EP  -  205
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/06
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3980.39622
N2  -  L’incidenza di trombosi ventricolare sinistra (TVS) dopo infarto miocardico acuto si è notevolmente ridotta negli ultimi decenni grazie all’avvento della rivascolarizzazione farmacologica e meccanica e ai progressi della terapia antitrombotica. Nonostante la terapia anticoagulante orale, gli eventi embolici rappresentano la complicanza più temuta della TVS. Dal punto di vista fisiopatologico, lo sviluppo di TVS dipende dalla triade di Virchow, ovvero il danno endoteliale causato dall’infarto miocardico, la stasi ematica dovuta alla disfunzione del ventricolo sinistro, e l’ipercoagulabilità determinata dall’infiammazione. Le modalità diagnostiche di TVS includono l’ecocardiogramma transtoracico implementato dal mezzo di contrasto e la risonanza magnetica cardiaca. Molti dei trombi si sviluppano nelle prime 2 settimane dopo l’infarto miocardico acuto, per cui il ruolo dello screening sistematico con l’imaging ripetuto a breve-medio termine dopo l’infarto appare limitato. Gli antagonisti della vitamina K rimangono il cardine della terapia, poiché l’efficacia degli anticoagulanti orali diretti rimane ancora da stabilire. Solo deboli evidenze supportano l’utilizzo routinario della terapia anticoagulante in profilassi, anche nei pazienti a rischio elevato.
ER  -   
