TY  -  JOUR
AU  -  Benvenuto, Manuela
AU  -  Panzarella, Gaetano
AU  -  Shehaj, Ermal
AU  -  Valenti, Chiara
AU  -  Caldarola, Pasquale
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Iacoviello, Massimo
AU  -  a nome dell’Area CArdio REno MEtabolica (CARE ME) dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO)
T1  -  Gli effetti renali degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 in pazienti con malattia cardiovascolare con e senza insufficienza renale cronica
PY  -  2023
Y1  -  2023-03-01
DO  -  10.1714/3980.39621
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  24
IS  -  3
SP  -  188
EP  -  195
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/06
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3980.39621
N2  -  Il rene svolge un ruolo importante nel mantenimento dell’omeostasi del glucosio che viene utilizzato come substrato metabolico, generato attraverso il meccanismo della gluconeogenesi e riassorbito nel filtrato glomerulare attraverso l’azione dei cotrasportatori sodio-glucosio di tipo 1 e 2 (SGLT1/2) situati nel tubulo prossimale. Studi recenti hanno dimostrato che l’inibizione del riassorbimento renale del glucosio, ottenuta attraverso la somministrazione di inibitori dei cotrasportatori sodio-glucosio, riduce significativamente gli eventi avversi renali e le esacerbazioni dell’insufficienza cardiaca, non solo nei pazienti diabetici, con e senza danno cardiovascolare accertato, ma anche nei pazienti affetti da insufficienza renale cronica avanzata e nei pazienti con insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione indipendentemente dalla presenza del diabete. L’entità del beneficio è stata rilevante nelle diverse condizioni cliniche studiate e ha comportato una riduzione significativa degli eventi cardiovascolari avversi maggiori registrati in ogni studio. In tutti gli studi controllati l’efficacia degli inibitori dei cotrasportatori sodio-glucosio è stata fortemente associata alla riduzione della progressione del danno renale, come evidenziato dalla significativa riduzione della mortalità globale ottenuta nei due studi che hanno arruolato popolazioni di pazienti diabetici e non, affetti da insufficienza renale cronica avanzata. Entrambi gli studi sono stati interrotti precocemente all’analisi ad interim per l’evidente superiorità della terapia nel braccio trattato. Scopo di questa rassegna è quello di esaminare il ruolo di SGLT2/1 sia in condizioni fisiologiche che in corso di cardio-nefropatia associata o meno a diabete mellito di tipo 2 e l’effetto dell’inibizione di SGLT2/1 sugli esiti clinici in popolazioni con differente rischio cardiovascolare, arruolate in diversi trial clinici randomizzati controllati.
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