TY  -  JOUR
AU  -  Toscano, Evelina
AU  -  Demola, Pierluigi
AU  -  Serino, Federica
AU  -  Masiero, Giulia
AU  -  Polimeni, Alberto
AU  -  Attisano, Tiziana
AU  -  Contarini, Marco
AU  -  Castiglioni, Battistina
AU  -  De Marco, Federico
AU  -  Fineschi, Massimo
AU  -  Menozzi, Alberto
AU  -  Musto, Carmine
AU  -  Saia, Francesco
AU  -  Tarantini, Giuseppe
AU  -  Esposito, Giovanni
T1  -  Trattamento transcatetere dell’ipertensione arteriosa 
e dello scompenso cardiaco: risultati della 
survey nazionale SICI-GISE promossa 
dal Comitato GISE Young
PY  -  2022
Y1  -  2022-12-01
DO  -  10.1714/3949.39290
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  23
IS  -  12
SP  -  27
EP  -  35
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3949.39290
N2  -  Razionale. Le terapie transcatetere per il trattamento di patologie storicamente appannaggio della sola farmacoterapia hanno mostrato risultati promettenti, grazie allo sviluppo di nuovi dispositivi e ottimizzazione delle tecnologie esistenti. In questo ambito, due patologie di estremo interesse per numero di pazienti affetti e per il loro impatto sulla sopravvivenza e qualità di vita sono l’ipertensione arteriosa (IA) farmaco-resistente e lo scompenso cardiaco (SC).Materiali e metodi. La presente survey, promossa dal comitato GISE Young e supportata dalla Società SICI-GISE e dal gruppo ICOT, ha lo scopo di descrivere l’attuale pratica clinica, l’utilità percepita nonché i fattori limitanti l’utilizzo dei dispositivi per il trattamento percutaneo dell’IA e dello SC. Il questionario composto da 22 domande a risposta multipla è stato somministrato online mediante sito web dedicato ai soci SICI-GISE. Risultati. Su un totale di 1550 inviti recapitati, 156 medici (10%) hanno aderito alla survey, il 58% dei quali di età <35 anni. La denervazione renale risultava disponibile nel 49% dei Centri e l’indicazione più frequente era l’insorgenza di effetti collaterali importanti o intolleranza alla terapia farmacologica per l’IA (80%). La maggioranza dei partecipanti ha dichiarato che rispetto al passato le maggiori conoscenze anatomiche e la disponibilità di nuovi materiali hanno incrementato efficacia e sicurezza della procedura; tuttavia, tra i fattori influenzanti negativamente la decisione di procedere al trattamento sono emersi la difficoltà di selezione del paziente (45%), la mancanza di dati solidi a supporto (41%) ed infine aspetti regolatori (36%) e costi elevati (33%). In merito al trattamento dello SC, è emersa un’ampia disponibilità sul territorio di terapie convenzionali (come supporto meccanico al circolo, defibrillazione e resincronizzazione), invece risulta poco diffuso l’utilizzo di dispositivi innovativi (es. decompressione atriale sinistra e sistemi di “reshaping” ventricolare sinistro transcatetere). Nei confronti di tali dispositivi sono stati espressi commenti di entusiasmo a patto di ottenere maggiori evidenze di sicurezza ed efficacia. Infine, è emerso sia per il trattamento dello scompenso acuto, sia per il trattamento dello SC avanzato, una problematica di limitata possibilità di accesso dei pazienti al trattamento più opportuno, prevalentemente conseguenza dell’inefficace interazione tra Centri di cura. Conclusioni. Le terapie transcatetere per il trattamento dell’IA e dello SC rappresentano una promettente opzione per pazienti selezionati; dalla survey emerge la necessità di acquisire evidenze solide a supporto di tali innovazioni, al fine di identificare con chiarezza i criteri di selezione dei pazienti e ottimizzare la sicurezza ed efficacia delle procedure, in acuto e nel lungo termine.
ER  -   
