TY  -  JOUR
AU  -  Carigi, Samuela
AU  -  De Gennaro, Luisa
AU  -  Gentile, Piero
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Di Giannuario, Giovanna
AU  -  Khoury, Georgette
AU  -  Polizzi, Vincenzo
AU  -  Gori, Mauro
AU  -  Orso, Francesco
AU  -  Tinti, Maria Denitza
AU  -  Leonardi, Giuseppe
AU  -  D'Andrea, Antonello
AU  -  Mantovani, Francesca
AU  -  Pergola, Valeria
AU  -  Rabia, Granit
AU  -  Gimelli, Alessia
AU  -  Rizzo, Massimiliano
AU  -  Campana, Marco
AU  -  Marini, Marco
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  Colivicchi, Furio
T1  -  Dieci quesiti in tema di risonanza magnetica cardiaca nel paziente con scompenso cardiaco: dalla diagnosi eziologica alla stratificazione prognostica
PY  -  2022
Y1  -  2022-12-01
DO  -  10.1714/3913.38958
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  23
IS  -  12
SP  -  912
EP  -  923
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3913.38958
N2  -  La risonanza magnetica cardiaca (RMC) è progressivamente entrata a far parte delle metodiche di imaging raccomandate nel paziente con scompenso cardiaco. Essa rappresenta il “gold standard” per la determinazione dei volumi, della funzione, della cinetica biventricolare e della caratterizzazione tissutale attraverso sequenze con e senza mezzo di contrasto. Nel paziente con scompenso cardiaco a frazione di eiezione ridotta (HFrEF) e cardiopatia dilatativa ischemica, la RMC consente di ricercare la vitalità, stimare con accuratezza volumi e frazione di eiezione ed infine studiare l’estensione della cicatrice per predire sia la risposta alla terapia di resincronizzazione cardiaca che l’eventuale indicazione ad impianto di defibrillatore nei casi di confine. Nel paziente con HFrEF e cardiomiopatia dilatativa non ischemica, la RMC aiuta ad intercettare specifici sottogruppi eziologici e a stimare il rischio aritmico oltre la semplice frazione di eiezione. Nel paziente con scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata offre la possibilità di intercettare specifici fenotipi quali la cardiomiopatia ipertrofica sarcomerica, l’amiloidosi o la malattia di Fabry, e aggiunge informazioni prognostiche. L’interesse sia clinico che scientifico rivolto a questa metodica di imaging è in continua espansione; il clinico che si occupa di scompenso cardiaco non può esimersi dal conoscere la tecnica, le indicazioni e tutte le potenzialità che la RMC può offrire.
ER  -   
