TY  -  JOUR
AU  -  Beneduce, Alessandro
AU  -  Demola, Pierluigi
AU  -  Masiero, Giulia
AU  -  Serino, Federica
AU  -  Polimeni, Alberto
AU  -  Saia, Francesco
AU  -  Menozzi, Alberto
AU  -  Contarini, Marco
AU  -  Fineschi, Massimo
AU  -  Musto, Carmine
AU  -  De Marco, Federico
AU  -  Castiglioni, Battistina
AU  -  Attisano, Tiziana
AU  -  Tarantini, Giuseppe
AU  -  Esposito, Giovanni
T1  -  Trattamento percutaneo transcatetere dell’embolia polmonare: risultati della survey nazionale SICI-GISE promossa dal Comitato GISE Young
PY  -  2022
Y1  -  2022-07-01
DO  -  10.1714/3838.38222
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  23
IS  -  7
SP  -  5
EP  -  12
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3838.38222
N2  -  Razionale. La tromboembolia polmonare (TEP) risulta la terza sindrome cardiovascolare acuta più frequente nel mondo ed è gravata da elevati tassi di mortalità e morbilità. Per far fronte ai limiti riconosciuti della trombolisi sistemica e della terapia anticoagulante si è recentemente diffuso il ricorso ad innovative tecniche di trattamento endovascolare della TEP acuta ad alto e intermedio rischio. I dati a disposizione sono tuttavia eterogenei e non dirimenti, in quanto privi di ampi studi di confronto e randomizzati. Materiali e metodi. La presente survey, promossa dal Comitato GISE Young e supportata dalla Società SICI-GISE e dal gruppo ICOT, ha lo scopo di descrivere l’attuale pratica clinica, l’utilità percepita nonché i fattori limitanti l’utilizzo dei dispositivi per il trattamento percutaneo della TEP. Il questionario composto da 19 domande a risposta multipla è stato somministrato online mediante sito web dedicato ai soci SICI-GISE e ICOT. Risultati. Su un totale di 1550 inviti recapitati, 220 medici (14%) hanno aderito alla survey, 65% dei quali da regioni del nord Italia. Nella maggior parte dei centri (56%) non erano disponibili percorsi diagnostici e terapeutici multidisciplinari per i pazienti affetti da TEP ed il trattamento transcatetere era disponibile nel 55% dei centri, la maggior parte dei quali a basso volume (<5 trattamenti percutanei/anno). Tra i dispositivi utilizzati, la trombectomia meccanica è risultata quella prevalente (62%) in assenza di differenze statisticamente significative nella disponibilità dei singoli dispositivi nell’ambito delle tre macro-aree geografiche italiane. Gli intervistati riconoscono i teorici benefici del trattamento percutaneo della TEP, tra i quali spiccano: accelerare la stabilizzazione emodinamica e il miglioramento degli scambi respiratori (89%) nei pazienti ad alto rischio, evitare lo scadimento emodinamico (39%) e la disfunzione ventricolare destra (51%) nei pazienti a rischio intermedio, ridurre le complicanze emorragiche correlate a terapie trombolitiche sistemiche (36%). Nell’opinione dei partecipanti, i principali fattori limitanti l’utilizzo nella pratica clinica del trattamento percutaneo transcatetere della TEP sarebbero rappresentati dalla mancanza di training specifico degli operatori (60%), dalla mancanza di dati clinici solidi a supporto (39%), dalla difficoltà nella selezione del paziente (34%), dai costi elevati (30%) e dal rischio di complicanze procedurali (26%). Conclusioni. Allo stato attuale, il trattamento transcatetere della TEP risulta ampiamente sostenuto, ma scarsamente utilizzato nella pratica clinica. La produzione di evidenze cliniche dirimenti in merito al profilo di sicurezza ed efficacia dei differenti dispositivi disponibili, l’identificazione dei criteri di selezione dei pazienti, accanto al potenziamento delle disponibilità delle tecniche e delle tecnologie, sono elementi imprescindibili per la diffusione di tale strategia percutanea.
ER  -   
