TY  -  JOUR
AU  -  Proclemer, Alessandro
AU  -  Zecchin, Massimo
AU  -  Zanotto, Gabriele
AU  -  Gregori, Dario
AU  -  D’Onofrio, Antonio
AU  -  Ricci, Renato Pietro
AU  -  De Ponti, Roberto
T1  -  Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori – Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione – Report 2020
PY  -  2022
Y1  -  2022-04-01
DO  -  10.1714/3766.37541
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  23
IS  -  4
SP  -  309
EP  -  313
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3766.37541
N2  -  Razionale. Il Registro Italiano Pacemaker (RIP) e Defibrillatori (RID) dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) raccoglie annualmente i principali dati demografici e clinici dei pazienti trattati con primo impianto o sostituzione di PM e ICD, ottenendo in modo anonimo le informazioni dai centri collaboranti su base volontaria.Materiali e metodi. Il Registro PM-ICD ha raccolto ed analizzato nell’anno 2020 i dati riguardanti le principali indicazioni all’impianto di PM o ICD e la tipologia dei PM-ICD utilizzati, ottenendo le informazioni richieste tramite le Tessere Europee dei portatori di tali dispositivi. Risultati. Registro Pacemaker: sono stati raccolti dati su 22 080 impianti di PM (18 027 primi impianti e 3803 sostituzioni). Il numero di centri coinvolti è stato di 142. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 82 anni (I quartile 75; III quartile 87). Le indicazioni ECG hanno riguardato i vari difetti della conduzione atrioventricolare nel 31% dei primi impianti, i differenti quadri della malattia del nodo del seno nel 13.8%, la fibrillazione o il flutter atriale associati a bradicardia nel 9.9%, altre indicazioni nel 36.6%. Tra i difetti di conduzione atrioventricolare, i blocchi atrioventricolari di terzo grado hanno rappresentato l’evenienza più comune (17.9% dei primi impianti). I PM monocamerali sono stati utilizzati nel 29.0% dei primi impianti, i PM bicamerali nel 68.2% ed i PM biventricolari nel 2.7%. Registro Defibrillatori: sono stati ottenuti dati su 11 931 impianti di ICD (8266 primi impianti e 3665 sostituzioni). Il numero di centri coinvolti è stato di 330. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 72 anni (I quartile 63; III quartile 79). La prevenzione primaria ha riguardato l’85.0% dei primi impianti, quella secondaria il 15.0%; in particolare l’arresto cardiaco è stato riportato nel 4.2% dei pazienti. Gli ICD monocamerali sono stati utilizzati nel 30.2% dei primi impianti, gli ICD bicamerali nel 31.2% e gli ICD biventricolari nel 38.6%.Conclusioni. Il Registro PM dell’AIAC ha evidenziato nel 2020 una stabilità nelle indicazioni clinico-ECG all’impianto e una netta prevalenza delle modalità di stimolazione atrio-guidate. L’uso di PM biventricolari ha riguardato un numero limitato di pazienti. Il Registro ICD ha confermato il largo utilizzo in prevenzione primaria e un elevato tasso di impianto di ICD biventricolari, in accordo con le linee guida. Anche nel 2020 si è evidenziato un incremento della longevità degli ICD espiantati ed un importante calo degli espianti per recall. Ai fini di incrementare ed ottimizzare l’adesione al RIP e al RID dell’AIAC si auspica un maggior impiego dell’inserimento online dei dati richiesti (https://riprid.zetafield.eu).
ER  -   
