TY  -  JOUR
AU  -  Franchina, Antonio Gabriele
AU  -  Tomasello, Salvatore Davide
AU  -  Azzarelli, Salvatore Adriano
AU  -  Scardaci, Francesco
AU  -  Argentino, Vincenzo
AU  -  Amico, Francesco
T1  -  Aterectomia rotazionale e strategia “Rota-staged PCI” in un paziente con infarto miocardico acuto e sopraslivellamento del tratto ST: caso clinico e revisione della letteratura
PY  -  2022
Y1  -  2022-02-01
DO  -  10.1714/3735.37215
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  23
IS  -  2
SP  -  128
EP  -  132
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3735.37215
N2  -  L’aterectomia rotazionale (RA) rappresenta un’opzione per migliorare il trattamento delle stenosi calcifiche/non dilatabili, ma il suo utilizzo nei pazienti con infarto miocardico acuto e sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) è controverso. Questo caso clinico descrive un paziente con una stenosi occlusiva e severamente calcifica e la relativa gestione non descritta in letteratura. Un uomo di 67 anni con STEMI è stato trasportato al nostro laboratorio di Emodinamica. L’angiografia coronarica ha evidenziato un’occlusione acuta complessa dell’arteria coronaria destra, al contempo severamente calcifica. La ricanalizzazione del vaso è stata ottenuta con dilatazione con pallone, raggiungendo la stabilità clinica del paziente. È stata avviata la doppia terapia antiaggregante piastrinica ed è stata sospesa la procedura e programmata una ulteriore angioplastica di ottimizzazione mediante aterectomia rotazionale (“Rota-staged PCI”) ed impianto di stent, effettuata 6 giorni dopo fornendo un risultato angiografico e clinico ottimale. Il nostro proposito è stato quindi quello di gestire il paziente con STEMI con arteria coronaria occlusa e severamente calcifica in due tempi: un’angioplastica primaria per ricanalizzare rapidamente l’arteria e un’angioplastica “early staged” utilizzando RA per ottimizzare l’intervento di dilatazione e di impianto di stent riducendo al minimo il rischio di sotto-espansione o di complicanze intra-procedurali.
ER  -   
