TY  -  JOUR
AU  -  Imazio, Massimo
AU  -  Lazaros, George
AU  -  Gattorno, Marco
AU  -  Abbate, Antonio
AU  -  Brucato, Antonio
T1  -  Gli antagonisti dell’interleuchina-1: una nuova classe di farmaci per il trattamento della pericardite ricorrente. Una guida pratica per il cardiologo clinico
PY  -  2021
Y1  -  2021-10-01
DO  -  10.1714/3666.36514
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  22
IS  -  10
SP  -  833
EP  -  843
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3666.36514
N2  -  I farmaci anti-interleuchina (IL)-1 sono stati sviluppati per il trattamento di malattie autoinfiammatorie caratterizzate da iperproduzione di IL-1. La pericardite ricorrente idiopatica con fenotipo infiammatorio (febbre, leucocitosi, ed aumento della proteina C-reattiva) ha caratteristiche simili e risponde bene a questo trattamento. Attualmente in Italia è prescrivibile anakinra per le forme di pericardite ricorrente cortico-dipendente e colchicino-resistente. Anakinra è un inibitore ricombinante del recettore dell’IL-1 e blocca sia l’IL-1α (rilasciata dalle cellule pericardiche) che IL-1β (prodotta dalle cellule infiammatorie durante la pericardite). Il farmaco è prescritto alla dose di 2 mg/kg/die sottocute fino ad una dose massima di 100 mg/die sottocute per almeno 3-6 mesi con una successiva graduale riduzione della dose. Anakinra consente un rapido controllo dei sintomi dopo 1-2 iniezioni e una rapida e sicura riduzione e sospensione della terapia corticosteroidea concomitante. La colchicina può essere utilizzata in associazione ad anakinra. L’effetto collaterale più comune della terapia è rappresentato da reazioni cutanee in sede di iniezione, transitorie e trattabili con anstistaminici e cortisonici topici. Meno frequenti sono il rialzo delle transminasi (4-5%), infezioni cutanee e respiratorie (2-3%) e leucopenia (1-3%). Raramente gli effetti collaterali determinano una sospensione permanente del trattamento. Scopo di questa rassegna è fornire una guida pratica per il cardiologo clinico che ha ancora poca familiarità con questa nuova terapia.
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