TY  -  JOUR
AU  -  Moschella, Martina M.
AU  -  Turco, Annalisa
AU  -  Ferlini, Marco
AU  -  Ghio, Stefano
AU  -  Pellegrini, Carlo
AU  -  Cattadori, Barbara
AU  -  Ferrario, Maurizio
AU  -  Pelenghi, Stefano
AU  -  Visconti, Luigi Oltrona
T1  -  Individuazione precoce e gestione della coronaropatia nel cuore trapiantato: è tempo per una uniformità 
di approccio?
PY  -  2021
Y1  -  2021-05-01
DO  -  10.1714/3592.35747
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  22
IS  -  5
SP  -  377
EP  -  385
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3592.35747
N2  -  La coronaropatia del cardiotrapiantato (CAV) rappresenta ancora oggi il tallone d’Achille del trapianto cardiaco. La sua presentazione senza sintomi (angor e/o dispnea) rende la sua individuazione precoce alquanto indaginosa. Nonostante l’utilizzo di metodiche non invasive sempre più all’avanguardia, la coronarografia con l’utilizzo complementare dell’ecografia intravascolare rappresenta lo strumento più sensibile a nostra disposizione per il riconoscimento precoce della CAV, e rimane a tutt’oggi l’unico metodo sicuramente efficace per il monitoraggio della coronaropatia dei pazienti trapiantati, da effettuare annualmente almeno per i primi 5 anni, come suggerito dalle attuali linee guida europee sulle sindromi coronariche croniche. Tuttavia, l’esecuzione della coronarografia di routine nel follow-up a lungo termine è di difficile attuazione, soprattutto nei pazienti giovani e con insufficienza renale cronica. La scelta del tipo di test diagnostico da eseguire dipende dal suo costo e dalla sua disponibilità, in quanto, ad oggi, non esiste ancora nessuno studio di confronto diretto tra le metodiche di screening non invasive in termini di diagnosi e prognosi. L’obiettivo di questa trattazione è quello di fornire una direttiva pratica nella gestione e nel follow-up dei pazienti trapiantati, basata sulla lunga esperienza del nostro Centro.
ER  -   
