TY  -  JOUR
AU  -  Saia, Francesco
AU  -  Dardi, Fabio
AU  -  Taglieri, Nevio
AU  -  Rotunno, Mariangela
AU  -  Manes, Alessandra
AU  -  Guarino, Daniele
AU  -  Zuffa, Elisa
AU  -  De Lorenzis, Alessandro
AU  -  Magnani, Ilenia
AU  -  Ballerini, Alberto
AU  -  Niro, Fabio
AU  -  Martin Suarez, Sofia
AU  -  Pacini, Davide
AU  -  Gotti, Enrico
AU  -  Galiè, Nazzareno
AU  -  Palazzini, Massimiliano
T1  -  L’angioplastica delle arterie polmonari nel cuore 
polmonare cronico tromboembolico:
5 anni di esperienza in Italia
PY  -  2021
Y1  -  2021-03-01
DO  -  10.1714/3578.35628
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  22
IS  -  3
SP  -  5
EP  -  11
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3578.35628
N2  -  Razionale. L’angioplastica delle arterie polmonari (BPA) rappresenta un’opzione terapeutica per il trattamento del cuore polmonare cronico tromboembolico (CTEPH) nei pazienti non candidabili a intervento cardiochirurgico di endoarterectomia polmonare (PEA) o con ipertensione arteriosa polmonare persistente/ricorrente sintomatica dopo PEA. Questo studio ha valutato la sicurezza della BPA durante 5 anni di esperienza nell’unico centro italiano che esegue sistematicamente questa procedura.Materiali e metodi. Il programma di BPA è stato attivato presso il Policlinico S. Orsola di Bologna a giugno 2015. È stata valutata l’incidenza di complicanze periprocedurali potenzialmente fatali (morte <30 giorni, necessità di supporto cardiopolmonare, emottisi con necessità di intubazione oro-tracheale), gravi (complicanze vascolari richiedenti intervento chirurgico o percutaneo), o altre (emottisi, danno vascolare polmonare con o senza emottisi, danno polmonare da riperfusione con tomografia computerizzata polmonare ad alta risoluzione a 24 h). Risultati. Da giugno 2015 a settembre 2020 sono stati sottoposti a BPA presso il nostro centro 50 pazienti (45% maschi, età mediana 68 anni), 42 inoperabili e 8 con ipertensione polmonare persistente/ricorrente sintomatica dopo PEA, per un totale di 156 procedure. Si è verificata una complicanza potenzialmente fatale (2% dei pazienti, 0.06% delle procedure), ovvero un’emottisi severa con necessità di intubazione endotracheale e 4 complicanze gravi (8% dei pazienti, 2.6% delle procedure), ovvero una perforazione dell’arteria polmonare risolta per via percutanea e tre complicanze vascolari nella sede di accesso trattate con chirurgia. Non c’è stato alcun episodio di morte a 30 giorni. Un danno polmonare da riperfusione si è verificato in 37 pazienti (74%) per un totale di 96 sedute (62%), con aspetto radiologico circoscritto e decorso subclinico nella maggior parte dei casi. Conclusioni. Questo studio conferma, nella prima esperienza italiana, la relativa sicurezza della BPA per pazienti con CTEPH non candidati a cardiochirurgia o con ipertensione polmonare persistente o ricorrente dopo PEA.
ER  -   
