TY  -  JOUR
AU  -  Macchiusi, Alfredo
AU  -  Marino, Gaetano
AU  -  Vitillo, Marina
AU  -  Colivicchi, Furio
T1  -  Marcato incremento della troponina I 
ad alta sensibilità in assenza di evidenza 
di sindrome coronarica acuta
PY  -  2021
Y1  -  2021-02-01
DO  -  10.1714/3514.35030
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  22
IS  -  2
SP  -  149
EP  -  151
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3514.35030
N2  -  Le troponine ad alta sensibilità (hs-cTn) sono i biomarcatori attualmente di riferimento per la diagnosi di infarto miocardico acuto. Tuttavia è possibile osservare un loro incremento in condizioni diverse dalla malattia coronarica ostruttiva. Talvolta la presenza di anticorpi eterofili può interferire con il dosaggio delle hs-cTn. Presentiamo il caso di una paziente, affetta da artrite reumatoide, giunta al Dipartimento d’Emergenza-Accettazione per sincope e dolore toracico atipico. Prelievi ematici seriati hanno documentato valori marcatamente, stabilmente elevati di troponina I ad alta sensibilità, con normalità degli altri marcatori di danno miocardico. L’ecocardiogramma, la coronarografia e lo studio elettrofisiologico endocavitario sono risultati nella norma. Il successivo utilizzo di reagenti bloccanti gli anticorpi eterofili ha consentito di definire come falsi positivi tali valori. Dunque per fare diagnosi di infarto miocardico acuto occorre sempre contestualizzare il dato di laboratorio, integrandolo con i dati clinici e gli altri esami ematochimici e strumentali a disposizione; monitorare nel tempo la cinetica di rilascio (curva) delle troponine cardiache, confrontandola con quella di altri marcatori di danno miocardico; considerare le possibili cause di formazione di anticorpi eterofili (artrite reumatoide, sindrome di Sjogren, lupus eritematoso sistemico, crioglobulinemia mista, epatite C, infezioni, neoplasie, sarcoidosi) che potrebbero interferire con il dosaggio dei biomarcatori.
ER  -   
