TY  -  JOUR
AU  -  Pensato, Umberto
AU  -  Strocchi, Enrico
AU  -  Cortelli, Pietro
AU  -  Borghi, Claudio
T1  -  Ipotensione ortostatica e ipertensione supina: 
guida pratica a diagnosi e terapia
PY  -  2021
Y1  -  2021-01-01
DO  -  10.1714/3502.34882
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  22
IS  -  1
SP  -  42
EP  -  52
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3502.34882
N2  -  L’ipotensione ortostatica è una condizione medica, spesso misconosciuta, potenzialmente invalidante ed associata ad una prognosi negativa. È fondamentale per un cardiologo conoscerla e riconoscerla per il suo ruolo come fattore predittivo di eventi cardiovascolari, per la diagnosi differenziale della sincope e per la frequente associazione con l’ipertensione supina. L’ipotensione ortostatica può essere secondaria a cause neurogene (disfunzione del barocettore) o non neurogene (disidratazione o iatrogena da farmaci). Nonostante una diagnosi eziologica fine richieda spesso strumenti di laboratorio che esplorino il sistema nervoso vegetativo, per una diagnosi di primo livello sono sufficienti l’anamnesi e uno sfigmomanometro. La gestione terapeutica dell’ipotensione ortostatica è molto complessa, soprattutto alla luce dell’associazione in circa la metà dei pazienti con l’ipertensione supina. La terapia deve essere quindi il risultato di un compromesso tra azione anti-ipotensivante e antipertensiva, con prevalenza di una sull’altra a seconda del momento della giornata (giorno e notte). La terapia non farmacologica, intesa come norme comportamentali da adottare ed evitare, e la revisione della terapia farmacologica cronica hanno un ruolo primario nella gestione dei pazienti.In questa rassegna affronteremo, con un approccio pratico, epidemiologia, eziologia, clinica e diagnosi dell’ipotensione ortostatica. Infine, grande spazio sarà dedicato alla terapia e prognosi dell’ipotensione ortostatica e dell’ipertensione supina.
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