TY  -  JOUR
AU  -  Ancona, Marco B.
AU  -  Cianfanelli, Lorenzo
AU  -  Romano, Vittorio
AU  -  Montorfano, Matteo
T1  -  Rottura dell’anello aortico durante impianto 
transcatetere di valvola aortica: 
prevenzione e gestione della complicanza
PY  -  2020
Y1  -  2020-11-01
DO  -  10.1714/3487.34668
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  21
IS  -  11
SP  -  13
EP  -  16
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3487.34668
N2  -  La rottura dell’anello aortico è una temibile complicanza della procedura di impianto transcatetere di valvola aortica, con un’incidenza attorno all’1%. Si riconoscono rotture sopra-anulari, che includono traumi dei Seni di Valsalva e della giunzione seno-tubulare; rotture anulari che coinvolgono la parte fibrosa dell’anello aortico; rotture sotto-anulari, localizzate nell’efflusso ventricolare sinistro, ovvero al di sotto delle cuspidi valvolari aortiche. Le rotture possono essere “contenute”, ovvero con la formazione di un ematoma aortico o pseudoaneurisma: queste usualmente non evolvono acutamente in emopericardio e non necessitano di intervento cardiochirurgico emergente; oppure “non contenute”, con formazione di emopericardio e tamponamento cardiaco ed una mortalità intraospedaliera che può raggiungere il 75%. I fattori di rischio riconosciuti per la rottura anulare sono il sovra-dimensionamento di protesi “balloon-expandable” e la presenza di severe calcificazioni dell’efflusso ventricolare sinistro, soprattutto al di sotto della cuspide coronarica sinistra. Un adeguato planning della procedura mediante angio-tomografia è fondamentale per ridurre il rischio di questa complicanza. La presenza e l’estensione delle calcificazioni dell’efflusso ventricolare sinistro, insieme ad un’accurata misurazione del “virtual basal ring”, devono guidare l’operatore verso la scelta dell’adeguata tipologia e dimensione di protesi, in modo da evitare questa temibile complicanza.
ER  -   
