TY  -  JOUR
AU  -  Di Tano, Giuseppe
AU  -  Verde, Simone
AU  -  Loffi, Marco
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Danzi, Gian Battista
T1  -  Le ricadute della pandemia COVID-19 
sulla gestione dell’Ambulatorio Scompenso. 
Esperienze e considerazioni operative dopo il lockdown
PY  -  2020
Y1  -  2020-10-01
DO  -  10.1714/3431.34197
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  21
IS  -  10
SP  -  750
EP  -  756
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3431.34197
N2  -  Razionale. In seguito alla pandemia COVID-19 anche le attività ambulatoriali sono state temporaneamente sospese. Scopo di questo lavoro è stato quello di valutare le ricadute cliniche sulla gestione del nostro Ambulatorio Scompenso. Materiali e metodi. Sono state verificate le condizioni cliniche di 110 pazienti affetti da scompenso cardiaco (SC) cronico (età media 73 ± 9 anni) la cui visita era stata forzatamente rinviata. Risultati. L’80.9% era in classe NYHA II, aveva una frazione di eiezione media del 37 ± 7% e livelli di peptide natriuretico cerebrale moderatamente elevati (266 ± 138 pg/ml). Tutti assumevano diuretico dell’ansa, il 97.2% betabloccante, il 64.9% un antialdosteronico, il 60.9% sacubitril/valsartan (S/V), e dei restanti pazienti, il 72.2% assumeva un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina o valsartan. I pazienti sono stati contattati telefonicamente durante e alla fine del periodo di quarantena per riprogrammare una nuova vista e sono stati sottoposti ad una serie di domande volte a valutare sia l’eventuale infezione da SARS-CoV-2 sia il quadro clinico e terapeutico correlato allo SC. Dodici pazienti (13.2%) hanno contratto il COVID-19. Nessun paziente è stato ospedalizzato per peggioramento dello SC, ha interrotto autonomamente la terapia farmacologica o ha riferito interventi del defibrillatore. Il 75% ha risposto di trovarsi in “benessere stabile o migliorato” rispetto all’ultima visita e il 25% ha riferito un peggioramento delle sue condizioni generali ma legate agli effetti sociali della pandemia. L’86% dei pazienti ha riferito un peso stabile e il 78.4% una pressione arteriosa stabile-invariata. Fra i pazienti in terapia con S/V, il 21% ha riferito valori pressori più bassi rispetto al 15.2% nel gruppo in terapia tradizionale; 4 pazienti (6%) hanno titolato il farmaco su indicazione telefonica, passando dalla dose di 100 mg/die a quella di 200 mg/die; in un paziente è stata ridotta la dose da 400 a 200 mg/die per ipotensione persistente anche se non sintomatica.Conclusioni. L’interruzione delle visite programmate per un periodo di 3 mesi non ha provocato ricadute cliniche significative in una popolazione di pazienti con SC cronico, anziana, stabile in terapia ottimizzata. Un supporto telefonico si è rivelato efficace nel mantenere un collegamento con i pazienti durante il periodo di quarantena, permettendo un’appropriata gestione e l’implementazione della terapia farmacologica. In particolare, i pazienti in terapia con S/V non hanno risentito della pausa dei controlli, confermando la tollerabilità e sicurezza della nuova terapia rispetto ai parametri sia clinici che bioumorali.
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