TY  -  JOUR
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
AU  -  Parrini, Iris
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Bisceglia, Irma
AU  -  Caiazza, Francesco
AU  -  Gensini, Gian Franco
AU  -  Mureddu, Gian Francesco
AU  -  Santomauro, Maurizio
AU  -  Ageno, Walter
AU  -  Ambrosetti, Marco
AU  -  Aspromonte, Nadia
AU  -  Barni, Sandro
AU  -  Bellocci, Fulvio
AU  -  Caldarola, Pasquale
AU  -  Carletti, Monica
AU  -  De Luca, Leonardo
AU  -  Di Fusco, Stefania Angela
AU  -  Di Lenarda, Andrea
AU  -  Di Nisio, Marcello
AU  -  Domenicucci, Stefano
AU  -  Enea, Iolanda
AU  -  Francese, Giuseppina Maura
AU  -  Lestuzzi, Chiara
AU  -  Lucà, Fabiana
AU  -  Maurea, Nicola
AU  -  Nassiacos, Daniele
AU  -  Pedretti, Roberto Franco Enrico
AU  -  Pusineri, Enrico
AU  -  Roscio, Giancarlo
AU  -  Rossini, Roberta
AU  -  Russo, Antonio
AU  -  Volterrani, Maurizio
AU  -  Gabrielli (Co-Chairperson), Domenico
T1  -  Documento di consenso della Consulta delle Società Cardiologiche 
HCF-ANMCO/AICPR/GIEC/ITAHFA/SICOA/SICP/SIMG/SIT: 
La terapia anticoagulante nel tromboembolismo 
venoso e nella fibrillazione atriale 
del paziente con cancro. 
Le attuali conoscenze e le nuove evidenze
PY  -  2020
Y1  -  2020-09-01
DO  -  10.1714/3413.33967
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  21
IS  -  9
SP  -  687
EP  -  738
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3413.33967
N2  -  5. Il tromboembolismo venoso (TEV), inclusa l’embolia polmonare e la trombosi venosa profonda sintomatica o incidentale, è una complicanza comune nella storia delle malattie neoplastiche. Il rischio di TEV è di 4-7 volte superiore nei pazienti oncologici e il TEV rappresenta la seconda causa di morte dopo il cancro stesso. La terapia del TEV nei pazienti con cancro, rispetto alla popolazione generale, è associata a tassi più elevati di trombosi ricorrente e/o di sanguinamento maggiore. La necessità del trattamento del TEV nei pazienti con cancro è una sfida per il medico a causa della molteplicità dei tipi di cancro, dello stadio della malattia e della terapia oncologica. Storicamente, nei pazienti con cancro, per il trattamento del TEV, sono state preferite eparine a basso peso molecolare. Più recentemente, in ampi studi clinici randomizzati, è stato dimostrato che gli anticoagulanti orali diretti (DOAC) riducono il rischio di tromboembolia venosa. Tuttavia, sull’uso dei DOAC in modo estensivo, nel “mondo reale” rimangono incertezze soprattutto per il rischio di sanguinamento nei pazienti con tumori gastrointestinali e le potenziali interazioni farmaco-farmaco con specifiche terapie antitumorali.Nel paziente affetto da cancro la fibrillazione atriale può insorgere come complicanza perioperatoria o per l’effetto collaterale di alcuni agenti chemioterapici, oltre che come conseguenza di alcuni fattori di rischio associati, incluso il cancro stesso. Gli attuali score clinici per la prevenzione degli eventi trombotici (CHA2DS2-VASc) o per la prevenzione del sanguinamento (HAS-BLED), utilizzati per guidare la terapia antitrombotica nella popolazione generale, non sono stati ancora validati per lo stesso utilizzo nei pazienti oncologici. Stanno emergendo dati incoraggianti per la prescrizione di DOAC nei pazienti con fibrillazione atriale e cancro: recenti analisi post-hoc hanno mostrato la sicurezza e l’efficacia dei DOAC per la prevenzione di eventi embolici rispetto al warfarin nei pazienti oncologici.Attualmente la terapia anticoagulante dei malati di cancro deve essere personalizzata con un follow-up multidisciplinare e mediante una rivalutazione frequente. Questo documento di consenso rappresenta un avanzato stato dell’arte sull’argomento e contiene utili note di pratica clinica.
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