TY  -  JOUR
AU  -  Lauria, Maria Giulia
AU  -  Bernucci, Davide
AU  -  Verardi, Filippo Maria
AU  -  Pavesi, Pier Camillo
AU  -  D’Angelo, Cinzia
AU  -  Lanzilotti, Valerio
AU  -  Bruno, Matteo
AU  -  Di Pasquale, Giuseppe
AU  -  Casella, Gianni
T1  -  L’angioplastica primaria nei grandi anziani. 
Esperienza di un centro di riferimento ad alto volume
PY  -  2020
Y1  -  2020-09-01
DO  -  10.1714/3413.33962
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  21
IS  -  9
SP  -  669
EP  -  674
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3413.33962
N2  -  Razionale. L’angioplastica (PCI) primaria rappresenta il trattamento di riferimento nell’infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), ma i pazienti grandi anziani (>80 anni) sono ampiamente sottorappresentati negli studi clinici considerati dalle linee guida. Lo scopo dello studio è valutare la mortalità totale e a 1 anno dei pazienti ultraottantenni trattati in un centro di riferimento.Materiali e metodi. Abbiamo analizzato tutti i pazienti consecutivi con età ≥80 anni, trattati con PCI primaria per STEMI tra il 2010 e il 2016. I pazienti sono stati divisi in tre gruppi di età: 80-84 anni, 85-89 anni e ≥90 anni. Per ciascun gruppo sono state analizzate le caratteristiche cliniche, procedurali, la mortalità ospedaliera e a 1 anno. Risultati. Nel periodo dello studio sono stati trattati con PCI primaria 2127 pazienti, di questi 463 (22%) avevano un’età ≥80 anni (media 85 ± 3 anni), di cui il 51% con età ≥80 e ≤84 anni, il 32% con età ≥85 e ≤89 anni e il 17% con età ≥90 anni. Con l’avanzare dell’età aumenta la prevalenza delle donne, si riducono i fattori di rischio e il successo della PCI primaria e incrementa la mortalità totale intraospedaliera e ad 1 anno, soprattutto dopo gli 85 anni. Conclusioni. La PCI primaria negli ultraottantenni è fattibile ed ha buoni risultati. Nonostante questo la mortalità totale è elevata e negli ultraottantacinquenni è quasi doppia. Considerando l’evoluzione demografica della popolazione sono necessari studi specifici negli ultraottantenni per migliorare i risultati del trattamento e la prognosi.
ER  -   
