TY  -  JOUR
AU  -  Vecchio, Sabine
AU  -  Fileti, Luca
AU  -  Reggi, Alessandra
AU  -  Moschini, Carlotta
AU  -  Lorenzetti, Stefano
AU  -  Rubboli, Andrea
T1  -  Impatto della pandemia COVID-19 sui ricoveri 
per sindrome coronarica acuta: revisione 
della letteratura ed esperienza monocentrica
PY  -  2020
Y1  -  2020-07-01
DO  -  10.1714/3386.33635
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  21
IS  -  7
SP  -  502
EP  -  508
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3386.33635
N2  -  Durante il lockdown conseguente alla pandemia COVID-19 è emerso un allarme riguardante l’impatto che tale situazione stava avendo sui ricoveri cardiologici, in particolare sulle sindromi coronariche acute (SCA). Per valutare tale andamento, abbiamo analizzato i dati pubblicati in letteratura dall’inizio della pandemia COVID-19 ad oggi, unitamente alla casistica della nostra unità di terapia intensiva cardiologica (UTIC). Da questa analisi sono emersi: 1) una riduzione dei ricoveri nelle UTIC fino al 50%; 2) una riduzione dei ricoveri per SCA del 40-50%, maggiore per gli infarti senza (NSTEMI) rispetto agli infarti con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI); 3) una riduzione del numero di coronarografie e angioplastiche superiore al 50%; 4) un maggior ritardo di presentazione degli STEMI e 5) un maggior numero di ricoveri in UTIC per problematiche non primariamente cardiologiche. In conclusione, il lockdown imposto dalla pandemia COVID-19 ha determinato un cambiamento nel numero e nella tipologia dei ricoveri cardiologici. Se è necessario sensibilizzare i pazienti a ricorrere alle cure ospedaliere, specie per patologie tempo-dipendenti come le SCA, è altrettanto importante continuare a garantire lo standard di cura contemporaneo per il trattamento delle malattie cardiovascolari acute, e che i cardiologi intensivisti acquisiscano competenze specifiche per il trattamento di problematiche normalmente appannaggio di altri specialisti.
ER  -   
