TY  -  JOUR
AU  -  Montone, Rocco A.
AU  -  Camilli, Massimiliano
AU  -  Del Buono, Marco Giuseppe
AU  -  Meucci, Maria Chiara
AU  -  Gurgoglione, Filippo
AU  -  Russo, Michele
AU  -  Crea, Filippo
AU  -  Niccoli, Giampaolo
T1  -  “No-reflow”: update su diagnosi, fisiopatologia 
e strategie terapeutiche
PY  -  2020
Y1  -  2020-06-01
DO  -  10.1714/3373.33487
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  21
IS  -  6
SP  -  4
EP  -  14
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3373.33487
N2  -  L’angioplastica coronarica primaria rappresenta il trattamento di riperfusione coronarica di scelta per i pazienti con infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI). Tuttavia, nonostante il ripristino del flusso epicardico, l’angioplastica potrebbe non essere in grado di ottenere un’efficace riperfusione del tessuto miocardico a causa di un’ostruzione del microcircolo coronarico. Questa inefficace riperfusione miocardica nonostante il ripristino del flusso a livello epicardico prende il nome di “no-reflow” e si verifica nel 30-60% dei pazienti con STEMI trattati con angioplastica primaria. Il fenomeno del no-reflow ha significative implicazioni prognostiche in quanto associato ad un rischio maggiore di rimodellamento ventricolare e di scompenso cardiaco a lungo termine, oltre ad un’aumentata mortalità. La fisiopatologia del no-reflow è complessa e coinvolge diversi meccanismi tra cui l’embolizzazione distale di frammenti aterotrombotici, il danno da ischemia/riperfusione ed una suscettibilità individuale al danno microvascolare. In questa rassegna, analizzeremo i meccanismi fisiopatologici, gli strumenti diagnostici e i principali target terapeutici rivolti al no-reflow, con particolare attenzione alle più recenti acquisizioni scientifiche in questo ambito.
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