TY  -  JOUR
AU  -  Tarantini, Luigi
AU  -  Navazio, Alessandro
AU  -  Cioffi, Giovanni
AU  -  Turiano, Giovanni
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Gabrielli, Domenico
T1  -  Essere cardiologo ai tempi del SARS-COVID-19: 
è tempo di riconsiderare il nostro modo di lavorare?
PY  -  2020
Y1  -  2020-05-01
DO  -  10.1714/3343.33133
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  21
IS  -  5
SP  -  354
EP  -  357
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3343.33133
N2  -  La pandemia di SARS-COVID-19 sta portando alla luce problemi significativi che richiedono una riflessione su come dobbiamo gestire i pazienti ad alto rischio cardiovascolare o con comprovata malattia cardiaca. L’evidenza che l’ospedale può essere un luogo in cui si contrae l’infezione e si diffonde la malattia ha drasticamente ridotto l’accesso al Pronto Soccorso (PS) e le attività ospedaliere elettive o non correlate al virus COVID-19. Se questo ha ridotto l’accesso improprio al PS e all’ospedale, d’altro canto, concretizza il pericolo di sottovalutare i problemi non collegati a COVID-19 come l’aumento del ritardo nella diagnosi e nel trattamento dell’infarto miocardico acuto e di altre urgenze/emergenze cardiovascolari. La necessità di ristrutturare le attività ospedaliere per curare i pazienti con la malattia di COVID-19 più grave, inoltre, ci costringe a riflettere su come gestire in sicurezza a casa i pazienti con la malattia di COVID-19 più lieve e la necessità di mantenere i soggetti più vulnerabili, come pazienti con insufficienza cardiaca, lontano dall’ospedale. Il problema è amplificato dall’incertezza dell’andamento dell’epidemia, dal proseguimento delle misure di isolamento forzate o di mobilità limitata e dall’inadeguata integrazione tra ospedale e territorio, specialmente in situazioni ad alto rischio come le residenze per anziani o in contesti socialmente ed economicamente fragili. La nostra opinione è che un approccio sindemico che considera questi problemi non strettamente clinici può essere raggiunto attraverso l’impulso della telemedicina e della telecardiologia intese come integrazione e non come alternativa alla gestione tradizionale. Un uso flessibile degli strumenti telematici ora disponibili per il teleconsulto e/o il monitoraggio remoto adattati alle esigenze del contesto clinico, familiare e socio-sanitario potrebbe consentire la creazione di programmi di gestione integrati e personalizzati efficaci ed efficienti per la cura di pazienti.
ER  -   
