TY  -  JOUR
AU  -  Romanò, Massimo
AU  -  Gorni, Giovanna
T1  -  La disattivazione dei dispositivi cardiaci 
impiantabili alla fine della vita
PY  -  2020
Y1  -  2020-04-01
DO  -  10.1714/3328.32989
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  21
IS  -  4
SP  -  286
EP  -  295
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3328.32989
N2  -  La cura del paziente con scompenso cardiaco (SC) può avvalersi di terapia farmacologica, chirurgica e di dispositivi impiantabili per la prevenzione primaria della morte improvvisa (defibrillatore impiantabile [ICD]), per la terapia della disfunzione ventricolare sinistra in presenza di blocco completo di branca sinistra (terapia di resincronizzazione cardiaca) eventualmente associata a ICD, per il supporto meccanico al circolo nelle fasi più avanzate di malattia (dispositivi di assistenza ventricolare sinistra [LVAD]).Nel corso del follow-up questi pazienti possono andare incontro a morte per la progressione della malattia o per patologie gravi concomitanti (neoplasie, insufficienza multiorgano, eventi cerebrovascolari acuti), senza che i dispositivi siano in grado di modificare l’evoluzione dello SC. I pazienti con ICD possono morire per morte non improvvisa, senza che il dispositivo abbia mai erogato shock appropriati sino alle ultime fasi della vita, in una percentuale di circa il 30% dei casi, soprattutto nelle ultime 24 h. La terapia con LVAD è soggetta a complicanze specifiche che la rendono imperfetta: le infezioni, gli eventi embolici ed emorragici (soprattutto quelli neurologici) e lo SC destro. Inoltre, durante il supporto possono manifestarsi altre patologie, in particolare nei pazienti che ricevono dispositivi di assistenza ventricolare come “destination therapy”. Per tali motivi, con tutti questi dispositivi si può porre, nelle fasi finali della vita, il quesito se disattivarli o lasciarli attivi sino alla morte del paziente. Il quesito riguarda come risparmiare al paziente con ICD frequenti e dolorosi interventi del dispositivo o ai malati con LVAD il prolungamento della vita, con sofferenza legata alle complicanze, senza sostanziale miglioramento della durata e della qualità della vita residua. In questo lavoro sono analizzate le problematiche etiche, cliniche e comunicazionali concernenti la disattivazione dei dispositivi cardiaci impiantabili alla fine della vita, con particolare riferimento alla necessità di definire una pianificazione condivisa delle cure e di coinvolgere precocemente il palliativista, in particolare nei malati con LVAD.
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