TY  -  JOUR
AU  -  Proclemer, Alessandro
AU  -  Zecchin, Massimo
AU  -  D’Onofrio, Antonio
AU  -  Boriani, Giuseppe
AU  -  Ricci, Renato Pietro
AU  -  con la collaborazione di: Domenico Facchin
AU  -  Rebellato, Luca
AU  -  Ghidina, Marco
AU  -  Bianco, Giulia
AU  -  Bernardelli, Emanuela
AU  -  Miconi, Antonella
AU  -  Zorzin, Anna Fantasia
AU  -  Gregori, Dario
T1  -  Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori - Bollettino Periodico 2018. Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione
Y1  -  2020-02-01
DO  -  10.1714/3300.32710
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  21
IS  -  2
SP  -  157
EP  -  169
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3300.32710
N2  -  Razionale. Il Registro Italiano Pacemaker (PM) e Defibrillatori (ICD) dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) raccoglie annualmente i principali dati demografici e clinici dei pazienti trattati con primo impianto o sostituzione di PM e ICD. Anche per l’anno 2018 vengono presentati i dati riguardanti le principali indicazioni all’impianto di PM o ICD e la tipologia dei PM-ICD impiantati, in base ai dati provenienti dai Centri italiani collaboranti.Metodi. Il Registro PM-ICD raccoglie prospetticamente l’attività nazionale di impianto sulla base delle Tessere Europee dei portatori di dispositivo. Risultati. Registro Pacemaker: sono stati raccolti dati su 23 912 impianti di PM (20 084 primi impianti e 3828 sostituzioni). Il numero di Centri coinvolti è stato di 180. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 81 anni (I quartile 75; III quartile 86). Le indicazioni ECG hanno riguardato vari difetti della conduzione atrioventricolare nel 34.5% dei primi impianti, differenti aspetti della malattia del nodo del seno nel 18.3%, la fibrillazione/flutter atriale associati a bradicardia nel 13.0%, altre indicazioni nel 34.2%. Tra i difetti di conduzione atrioventricolare, i blocchi atrioventricolari di terzo grado hanno rappresentato l’evenienza più comune (19.2% dei primi impianti). PM monocamerali sono stati utilizzati nel 24.9% dei primi impianti, PM bicamerali nel 67.6%, PM biventricolari nell’1.6% e PM atrio-guidati con singolo catetere ventricolare nel 5.9%. Registro Defibrillatori: sono stati raccolti dati su 18 353 impianti (13 994 primi impianti e 4359 sostituzioni). Il numero di Centri coinvolti è stato di 433. L’età mediana dei pazienti sottoposti ad impianto è stata di 71 anni (I quartile 63; III quartile 78). La prevenzione primaria ha riguardato l’84.3% dei primi impianti, quella secondaria il 15.7%; in particolare l’arresto cardiaco è stato riportato nel 5.3%. ICD monocamerali sono stati utilizzati nel 27.9% dei primi impianti, ICD bicamerali nel 31.9% e ICD biventricolari nel 40.2%.Conclusioni. Il Registro PM e ICD appare di fondamentale importanza per monitorare l’utilizzo di PM e ICD su scala nazionale con approfondita valutazione delle principali caratteristiche demografiche e cliniche. Il Registro PM ha evidenziato una stabilità nelle indicazioni clinico-elettrocardiografiche all’impianto e una netta prevalenza delle modalità di stimolazione atrio-guidate. L’uso di PM biventricolari ha riguardato invece un numero molto limitato di pazienti. Il Registro ICD ha confermato il largo utilizzo di ICD in prevenzione primaria e un elevato utilizzo di ICD biventricolari, in accordo con le linee guida e i grandi trial. Nel 2018 l’analisi degli ICD espiantati ha evidenziato un incremento della loro longevità ed un’ulteriore riduzione degli espianti legati ai “recall”. Al fine di incrementare ed ottimizzare l’adesione al Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori dell’AIAC, si auspica un maggior impiego dell’inserimento online dei dati (https://www.aiac.it/riprid).
ER  -   
