TY  -  JOUR
AU  -  Petricciuolo, Serena
AU  -  Aimo, Alberto
AU  -  De Caterina, Raffaele
T1  -  Prevenzione dell’ictus nel paziente 
con fibrillazione atriale e malattia renale cronica 
in stadio 4 o stadio 5
PY  -  2020
Y1  -  2020-01-01
DO  -  10.1714/3285.32585
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  21
IS  -  1
SP  -  6
EP  -  15
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/03/09
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3285.32585
N2  -  I pazienti con malattia renale cronica presentano, assieme ad altre aritmie, un’alta prevalenza di fibrillazione atriale (FA). In tali pazienti, l’ictus cerebrale causato da FA è generalmente di gravità maggiore, ed è gravato da reliquati neurologici più severi e da un rischio di recidive più alto rispetto agli ictus a differente eziologia. Le attuali linee guida della Società Europea di Cardiologia raccomandano la terapia anticoagulante per la riduzione del rischio tromboembolico nei pazienti con FA anche in presenza di malattia renale cronica (MRC), limitandone l’uso nei pazienti con malattia renale cronica allo stadio 4 ed escludendo dalle indicazioni i pazienti con MRC in fase dialitica (stadio 5). Allo stato attuale, il farmaco più impiegato in Europa resta il warfarin, pur essendo associato ad un rischio emorragico aumentato. Negli Stati Uniti invece, i nuovi anticoagulanti orali vengono usati off-label pur in assenza di forti evidenze cliniche qualora i pazienti ne sostengano l’impiego. Alcuni studi clinici sono in corso per la valutazione dei nuovi anticoagulanti orali in pazienti con FA e MRC allo stadio 4 o 5. È auspicabile che tali studi aumentino di numero e di qualità in una situazione in cui gli antagonisti della vitamina K non hanno di fatto documentazione di efficacia e presentano aspetti di pericolosità.
ER  -   
