TY  -  JOUR
AU  -  Badano, Luigi P.
AU  -  Aruta, Patrizia
AU  -  Nguyen, Kim
AU  -  Palermo, Chiara
AU  -  Baritussio, Anna
AU  -  Cecchetto, Antonella
AU  -  Previtero, Marco
AU  -  Figliozzi, Stefano
AU  -  Genovese, Davide
AU  -  Guta, Andrada C.
AU  -  Ochoa-Jimenez, Roberto C.
AU  -  Parati, Gianfranco
AU  -  Muraru, Denisa
T1  -  Principali applicazioni dell’ecocardiografia 
tridimensionale nell’attuale pratica clinica
PY  -  2019
Y1  -  2019-12-01
DO  -  10.1714/3271.32381
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  12
SP  -  722
EP  -  735
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3271.32381
N2  -  L’ecocardiografia tridimensionale (E3D) rappresenta una delle maggiori innovazioni dell’imaging cardiovascolare degli ultimi 20 anni. I recenti sviluppi tecnologici hanno consentito all’E3D di integrarsi nella pratica clinica, influenzando significativamente la diagnosi, il trattamento e la prognosi del paziente con cardiopatia strutturale. Uno dei più importanti ambiti clinici di utilizzo dell’E3D transtoracica è rappresentato dalla valutazione delle dimensioni e della funzione delle camere cardiache. L’E3D consente di misurare i volumi delle camere cardiache, superando i limiti dell’ecocardiografia bidimensionale legati alla necessità di assunzioni geometriche circa la forma delle cavità cardiache per calcolarne i volumi a partire da misure lineari e di aree. L’E3D transesofagea è invece utilizzata principalmente per la valutazione dell’anatomia e della funzione delle valvole cardiache, dei difetti congeniti e delle masse intracardiache, consentendo una migliore valutazione dell’anatomia funzionale di tali strutture nel cuore battente. Con lo sviluppo e la diffusione della chirurgia riparativa e delle procedure interventistiche volte al trattamento di patologie cardiache strutturali, l’E3D transesofagea ha ampliato il proprio campo di applicazione, costituendo non solo una delle principali tecniche di imaging utilizzate per la programmazione delle procedure, ma divenendo anche la tecnica di scelta per il monitoraggio e la valutazione dei risultati delle varie procedure. Nuove modalità di visualizzazione delle immagini tramite stampa 3D, rappresentazione olografica e fusione dell’E3D con altre modalità di imaging radiologico o nucleare consentiranno in futuro di ampliare le applicazioni e gli ambiti di utilizzo della metodica.
ER  -   
