TY  -  JOUR
AU  -  Abrignani, Maurizio Giuseppe
AU  -  Enea, Iolanda
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Roncon, Loris
AU  -  Aiello, Alessandro
AU  -  Becattini, Cecilia
AU  -  Bongarzoni, Amedeo
AU  -  Caravita, Sergio
AU  -  Dasseni, Nicolò
AU  -  De Michele, Lucrezia
AU  -  Faggiano, Pompilio Massimo
AU  -  Mureddu, Gian Francesco
AU  -  Picariello, Claudio
AU  -  Rao, Carmelo Massimiliano
AU  -  Riccio, Carmine
AU  -  Urbinati, Stefano
AU  -  Vanni, Simone
AU  -  Vatrano, Marco
AU  -  Di Lenarda, Andrea
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
T1  -  Statement ANMCO: 
Tromboembolismo arterioso e venoso: 
quali implicazioni per la pratica clinica?
PY  -  2019
Y1  -  2019-11-01
DO  -  10.1714/3254.32230
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  11
SP  -  671
EP  -  684
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3254.32230
N2  -  La trombosi è comune a infarto miocardico, ictus cerebrale, arteriopatia obliterante periferica ed embolia polmonare. Alcuni noti fattori di rischio di tromboembolismo arterioso sono riconosciuti “fattori di rischio deboli” di quello venoso. Trombosi arteriosa e venosa hanno anche in comune alcuni meccanismi fisiopatologici, come infiammazione, danno endoteliale ed ipercoagulabilità. È pertanto ipotizzabile che infarto miocardico, ictus cerebrale, arteriopatia periferica ed embolia polmonare siano parte di una “sindrome pan-vascolare”, che si configura quale malattia infiammatoria cronica recidivante. In base ai dati disponibili ci sono, quindi, gli elementi per implementare una valutazione cardiovascolare omnicomprensiva del paziente dopo un episodio di tromboembolia venosa, in modo da indagare oltre alle note possibili condizioni pro-trombotiche misconosciute, anche segni indiretti e fattori di rischio per un possibile evento tromboembolico arterioso. Sono necessari ampi studi prospettici per stabilire quali terapie siano più utili in questo contesto.Obiettivo del presente statement è sensibilizzare i professionisti coinvolti nella gestione di tali patologie e fornire gli strumenti per valutare le implicazioni dei principali fattori di rischio cardiovascolare noti sui versanti arterioso e venoso. In tal modo si porranno le basi per una riduzione del rischio cardiovascolare globale, in termini di prevenzione primaria e secondaria del tromboembolismo arterioso e venoso.
ER  -   
