TY  -  JOUR
AU  -  Montis, Sabrina
AU  -  Sirigu, Danilo
AU  -  Marini, Andrea
AU  -  Lai, Alberto
AU  -  Setti, Piergiorgio
AU  -  Camboni, Marco
AU  -  Mura, Giovanni Carlo
AU  -  Congia, Michela
AU  -  Manca, Donatella
AU  -  Marini, Enrica
AU  -  Merola, Assunta
AU  -  Orrù, Laura
AU  -  Scano, Federica
AU  -  Stara, Ramona
AU  -  Urru, Monica
AU  -  Tumbarello, Roberto
T1  -  L’ipnosi nell’ecocardiografia transesofagea. 
L’esperienza di un Centro di Cardiologia Pediatrica 
e delle Cardiopatie Congenite
PY  -  2019
Y1  -  2019-11-01
DO  -  10.1714/3254.32226
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  11
SP  -  651
EP  -  657
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3254.32226
N2  -  Razionale. Scopo dello studio è stato verificare l’utilità dell’ipnosi nei pazienti con cardiopatia congenita sottoposti ad ecocardiografia transesofagea (ETE). Materiali e metodi. Da gennaio 2016 a luglio 2017, 50 pazienti adulti sottoposti ad ETE sono stati assegnati in modo randomizzato a due gruppi: ETE in ipnosi (n = 23), ETE in sedazione (n = 27). Sono stati registrati i parametri vitali (frequenza cardiaca [FC], pressione arteriosa [PA], saturazione di ossigeno [SO2]) prima, durante e dopo l’esame e il dosaggio dei farmaci sedativi. È stata compilata la scala di autovalutazione State-Trait Anxiety Inventory prima e dopo l’ETE e attraverso un’intervista strutturata sono stati valutati il ricordo ed il vissuto dell’esame.Risultati. Tutti i pazienti del gruppo ipnosi hanno effettuato l’ETE senza alcuna sedazione. Relativamente all’ansia, prima dell’ETE non sono emerse differenze significative, dopo l’ETE tutti erano meno in ansia rispetto all’inizio (p<0.001), ma i pazienti del gruppo ipnosi erano molto più tranquilli (p<0.001). Relativamente ai parametri vitali, prima dell’esame non sono emerse differenze significative di FC, PA e SO2. Durante l’esame in entrambi i gruppi è stato osservato un incremento percentuale della FC e della PA più o meno sovrapponibile (p<0.001) e i valori di SO2 erano stabili. Nelle risposte all’intervista strutturata la maggior parte dei pazienti del gruppo in sedazione (84%) aveva un ricordo preciso dell’esame al contrario di quelli del gruppo ipnosi (36%) (p<0.05). I due gruppi non differivano tra loro in base alle altre risposte.Conclusioni. L’utilizzo dell’ipnosi permette di migliorare l’esperienza emotiva dei pazienti durante l’ETE.
ER  -   
