TY  -  JOUR
AU  -  De Nicola, Luca
AU  -  Garofalo, Carlo
AU  -  Provenzano, Michele
AU  -  Grosseto, Daniele
AU  -  Magnani, Giulia
AU  -  Pulignano, Giovanni
T1  -  La gestione dell’iperpotassiemia: 
nefrologo e cardiologo a confronto
PY  -  2019
Y1  -  2019-10-01
DO  -  10.1714/3228.32054
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  10
SP  -  552
EP  -  558
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3228.32054
N2  -  La nefropatia cronica (CKD) e lo scompenso cardiaco (SC) sono due entità che condividono diversi aspetti: (1) sono condizioni croniche associate a prognosi sfavorevole; (2) coinvolgono pazienti fragili che richiedono stretto monitoraggio in termini di visite e terapie; (3) sia i pazienti con CKD che quelli con SC beneficiano dei farmaci inibitori del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAASI). I RAASI determinano una riduzione significativa del rischio di sviluppare eventi cardiovascolari, morte e malattia renale terminale sia nei pazienti con CKD che SC. Tuttavia, il loro uso si accompagna spesso all’insorgenza di iperpotassiemia. Alti livelli di potassiemia (≥5.0 mEq/l) sono responsabili di per sé di un rischio aumentato di malattia renale terminale, aritmie e mortalità. Questo rischio aumenta quando i pazienti che sviluppano iperpotassiemia sospendono o riducono il trattamento con RAASI, perdendone gli effetti nefro- e cardioprotettivi. Le attuali strategie disponibili per ridurre l’iperpotassiemia comprendono la restrizione dietetica di potassio, i diuretici dell’ansa, i chelanti del potassio come il sodio/calcio polistirene sulfonato (SPS,CPS), il patiromer e il sodio zirconio ciclosilicato (SZC). SPS e CPS hanno uno scarso profilo di sicurezza/efficacia e molte interazioni farmacologiche che ne limitano l’uso. Patiromer e SZC hanno dimostrato di ridurre la potassiemia con meno effetti avversi. In conclusione, la corretta gestione dell’iperpotassiemia è cruciale sia per il cardiologo che per il nefrologo allo scopo di migliorare la prognosi dei pazienti con CKD e SC.
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