TY  -  JOUR
AU  -  Di Eusanio, Marco
AU  -  Berretta, Paolo
AU  -  Alfonsi, Jacopo
AU  -  Pierri, Michele Danilo
AU  -  Zingaro, Carlo
AU  -  Capestro, Filippo
AU  -  D’Alfonso, Alessandro
AU  -  Luciano, Marco
AU  -  Matteucci, Sacha
AU  -  Fazzi, Diego
AU  -  Raffaeli, Valentina
AU  -  Munch, Christopher
AU  -  Vessella, Walter
AU  -  Cefarelli, Mariano
T1  -  Trattamento chirurgico della valvulopatia aortica: 
esperienza iniziale di un approccio 
mini-invasivo a 360°
PY  -  2019
Y1  -  2019-09-01
DO  -  10.1714/3207.31841
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  9
SP  -  523
EP  -  528
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/09/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3207.31841
N2  -  Razionale. Nel corso degli anni la chirurgia valvolare aortica, grazie all’introduzione di tecniche mini-invasive e di nuove tecnologie volte a ridurre l’impatto traumatico dell’intervento, ha subito un importante sviluppo. Il nostro approccio multidisciplinare include: la riduzione dell’incisione toracica (attraverso ministernomia a “J” o minitoracotomia destra), l’impiego di protocolli anestesiologici “ultra fast-track”, l’utilizzo di protesi valvolari “sutureless and rapid deployment” e di circuiti chiusi e miniaturizzati di circolazione extracorporea. Obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare gli outcome clinici associati a tale approccio. Materiali e metodi. Tra ottobre 2016 e novembre 2018, 429 pazienti sono stati sottoposti ad intervento di sostituzione valvolare aortica isolata, presso la S.O.D. di Cardiochirurgia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Di questi, 91 (21.2%) sono stati operati secondo il nostro approccio mini-invasivo. Il 90.1% dei pazienti giungeva alla nostra osservazione per stenosi valvolare aortica severa, mentre il 18.7% per insufficienza valvolare.Risultati. Non c’è stato alcun decesso intraospedaliero e nessun evento neurologico maggiore o minore. Tra le principali complicanze postoperatorie, quella manifestatasi con maggiore frequenza è stata la comparsa di fibrillazione atriale transitoria (n=26, 28.6%). In 4 pazienti (4.4%) è stato necessario impiantare un pacemaker definitivo per insorgenza di blocco atrioventricolare di terzo grado e nel 3.3% è stata eseguita una revisione chirurgica per sanguinamento. Non sono stati riportati episodi di insufficienza respiratoria. La mediana del tempo di degenza ospedaliera è stata di 6 giorni (5-8 giorni).Conclusioni. La nostra iniziale esperienza con approccio mini-invasivo a 360° per il trattamento dei pazienti sottoposti a sostituzione valvolare aortica ha dimostrato risultati incoraggianti sia in termini di risultati clinici sia in termini di miglioramento della qualità “dell’esperienza della chirurgia” da parte del paziente e della famiglia. Ulteriori studi clinici sono tuttavia ancora necessari per un’adeguata valutazione dei risultati a medio e lungo termine.
ER  -   
