TY  -  JOUR
AU  -  Raggi, Paolo
T1  -  Calcio coronarico: 
patogenesi e rischio cardiovascolare
PY  -  2019
Y1  -  2019-07-01
DO  -  10.1714/3190.31683
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  7
SP  -  401
EP  -  408
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3190.31683
N2  -  L’accumulo di placca ateromasica nella parete arteriosa è un fenomeno quasi universale nel genere umano e coinvolge l’infiltrazione di lipidi, mediatori dell’infiammazione e calcio nell’intima della parete arteriosa. Il calcio coronarico visto con metodiche per immagini non invasive è un marcatore molto specifico della presenza di placca ateromasica. Il suo significato prognostico per la predizione di eventi cardiovascolari avversi è stato chiarito lungo un percorso di ricerca di oltre 20 anni e al momento è considerato il migliore indice di rischio nella popolazione generale, così come in pazienti ad alto rischio quali quelli affetti da diabete mellito, insufficienza renale cronica e con infezione da HIV. Il significato prognostico del calcio coronarico varia nei portatori di questo marcatore che non si possono quindi considerare tutti uguali sulla base della quantità di calcio. È peraltro divenuto molto chiaro che l’assenza di calcio coronarico ha un alto valore predittivo negativo, poiché anche pazienti ad alto rischio manifestano eventi cardiovascolari raramente in sua assenza. In questa rassegna vengono riassunti l’epidemiologia e il significato clinico del calcio coronarico in soggetti di diversa etnia, età e sesso, nonché le più recenti raccomandazioni sul suo utilizzo.
ER  -   
