TY  -  JOUR
AU  -  Merella, Pierluigi
AU  -  Deiana, Gianluca
AU  -  Chessa, Paola
AU  -  Lorenzoni, Giovanni
AU  -  Pons, Elsa Ukkola
AU  -  Delitala, Alessandro P.
AU  -  Casu, Gavino
T1  -  Angiopatia amiloide cerebrale e fibrillazione atriale: 
un pericoloso connubio
PY  -  2019
Y1  -  2019-06-01
DO  -  10.1714/3165.31472
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  6
SP  -  384
EP  -  391
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3165.31472
N2  -  La principale complicanza della terapia anticoagulante orale, fondamento della profilassi tromboembolica in corso di fibrillazione atriale (FA), è rappresentata dall’emorragia intracranica (ICH). L’angiopatia amiloide cerebrale (CAA) è una patologia età-correlata che si caratterizza per la deposizione patologica di proteina β-amiloide nella tunica media e avventizia dei vasi leptomeningei e corticali cerebrali. Tali alterazioni vascolari espongono al rischio di rottura vascolare spontanea. La CAA tende a decorrere asintomatica per diversi anni. Le principali manifestazioni sono rappresentate dall’ICH, dal declino cognitivo e dai fuorvianti fenomeni neurologici focali transitori (TFNE). Questi ultimi infatti si presentano al clinico con sintomi che possono mimare un attacco ischemico transitorio. Nel sottogruppo dei pazienti con TFNE e nei quali sia presente una concomitante FA, un’errata diagnosi può avere delle conseguenze catastrofiche. Infatti, vi è un significativo aumento del rischio di ICH spontanea entro settimane dall’esordio clinico, con conseguenze potenzialmente devastanti qualora una terapia anticoagulante venga avviata.La prevenzione delle complicanze emorragiche legate al pericoloso connubio tra CAA e FA si fonda sulla conoscenza della patologia; questo aspetto è divenuto ancor più rilevante a seguito della diffusione di metodiche non farmacologiche, come la chiusura percutanea dell’auricola sinistra, quale alternativa alle tradizionali terapie anticoagulanti nei pazienti ad elevato rischio emorragico.
ER  -   
