TY  -  JOUR
AU  -  Visconti, Luigi Oltrona
AU  -  Ferlini, Marco
AU  -  Rordorf, Roberto
AU  -  Savastano, Simone
T1  -  È necessario prescrivere, e per quanto tempo, 
la terapia anticoagulante orale nel paziente 
con fibrillazione atriale parossistica in corso 
di sindrome coronarica acuta?
PY  -  2019
Y1  -  2019-06-01
DO  -  10.1714/3165.31469
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  6
SP  -  361
EP  -  366
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3165.31469
N2  -  Non vi sono in letteratura numerose evidenze sulla frequenza di episodi di fibrillazione atriale di nuova insorgenza e/o transitori durante sindrome coronarica acuta, anche se sono solide le dimostrazioni che anche gli episodi aritmici che compaiono e si risolvono durante il ricovero sono associati a un rischio più elevato di recidiva, di morte e di ictus a breve e a lunga distanza di tempo. Ancor meno numerosi sono gli studi che hanno considerato, nel caso specifico di parossismo di fibrillazione atriale, la necessità o meno di instaurare una terapia anticoagulante. In assenza di specifici studi prospettici e randomizzati si può affermare che il paziente con fibrillazione atriale in corso di sindrome coronarica acuta deve iniziare la terapia anticoagulante in base al suo rischio trombotico, calcolando il punteggio del CHA2DS2-VASc score e al suo rischio emorragico, secondo l’HAS-BLED score. Pertanto ogni considerazione sulla gestione della terapia anticoagulante va ricondotta alle linee guida sulla gestione della fibrillazione atriale che, negli ultimi aggiornamenti, indicano una preferenza all’utilizzo di anticoagulanti orali non vitamina K-dipendenti rispetto a warfarin e suggeriscono, nei pazienti con fibrillazione atriale sottoposti ad angioplastica con stenting, di considerare la duplice terapia con rivaroxaban o dabigatran in associazione a clopidogrel invece della triplice terapia con aspirina al fine di ridurre il rischio emorragico. Non vi sono dati sulla durata appropriata della terapia antitrombotica in queste circostanze cliniche; anche in questo caso è lecito rifarsi alle indicazioni delle linee guida della fibrillazione atriale.
ER  -   
