TY  -  JOUR
AU  -  Di Lenarda, Andrea
AU  -  Candido, Riccardo
AU  -  Anichini, Roberto
AU  -  Caldarola, Pasquale
AU  -  Comeglio, Marco
AU  -  Giordano, Renato
AU  -  Laviola, Luigi
AU  -  Perseghin, Gianluca
AU  -  Polizzi, Giovanni Maria
AU  -  Provenzano, Vincenzo
AU  -  Ricci, Roberto
AU  -  Specchia, Giuseppe
AU  -  Zicari, Sandro
T1  -  Sinergia collaborativa nella gestione del paziente 
diabetico con recente sindrome coronarica acuta
PY  -  2019
Y1  -  2019-06-01
DO  -  10.1714/3165.31468
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  6
SP  -  351
EP  -  360
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3165.31468
N2  -  Razionale. Un crescente numero di evidenze conferma che le alterazioni del metabolismo glucidico correlano con un significativo incremento della morbilità e della mortalità cardiovascolare in corso di sindrome coronarica acuta (SCA). La gestione intraospedaliera del paziente iperglicemico-diabetico con SCA è complessa, con un’ampia eterogeneità degli approcci clinico-organizzativi. Materiali e metodi. La presente indagine (marzo 2016-gennaio 2017), realizzata attraverso il metodo Delphi, ha focalizzato alcune problematiche gestionali, verificandone le modalità/possibilità di risoluzione nella pratica clinica quotidiana. Oltre ai 12 membri del Board, che hanno definito il questionario web-based e coordinato le varie fasi del processo, sono stati coinvolti 66 specialisti, cardiologi o diabetologi, di 6 Regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Puglia e Sicilia). Sono stati programmati tre round iterativi di valutazione delle 24 Affermazioni incluse nel questionario. Per ogni Affermazione sono stati determinati il valore mediano di valutazione e il grado di convergenza del Panel di specialisti. Risultati e conclusioni. All’analisi finale emergono due aspetti chiave ad ampia convergenza di opinioni: la necessità sin dal ricovero di una stretta collaborazione tra cardiologo e diabetologo nella presa in carico di un soggetto a rischio elevato; l’opportunità di uno specifico percorso diagnostico-terapeutico assistenziale “allargato” alla gestione post-dimissione, dove va adeguatamente valorizzato il ruolo del medico di medicina generale.
ER  -   
