TY  -  JOUR
AU  -  Bosi, Davide
AU  -  Cozza, Fabiana
AU  -  Menozzi, Alberto
AU  -  Lina, Daniela
AU  -  Guidorossi, Angela
AU  -  Benatti, Giorgio
AU  -  Cattabiani, Maria Alberta
AU  -  Vignali, Luigi
T1  -  Chiusura percutanea dell’auricola sinistra 
in paziente con fibrillazione atriale 
e malattia di Rendu-Osler-Weber
PY  -  2019
Y1  -  2019-04-01
DO  -  10.1714/3146.31277
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  4
SP  -  36
EP  -  39
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3146.31277
N2  -  La fibrillazione atriale è l’aritmia sopraventricolare più frequente nella popolazione e rappresenta il principale fattore di rischio per ictus cardioembolico. Il trattamento standard nella prevenzione di tale complicanza è la terapia anticoagulante orale (TAO). Tuttavia, un numero considerevole di pazienti è caratterizzato da un elevato profilo di rischio emorragico, fra i quali quelli affetti da patologie emorragiche ereditarie come la malattia di Rendu-Osler-Weber.Presentiamo il caso di una paziente, affetta da teleangectasia emorragica ereditaria, con fibrillazione atriale ed indicazione, secondo il CHA2DS2-VASc risk score, alla TAO. La mancata tollerabilità alla terapia, dovuta ad un netto incremento degli episodi emorragici, portava alla sospensione della TAO e all’indicazione ad intervento percutaneo di chiusura dell’auricola sinistra con impianto di dispositivo (WATCHMAN, Boston Scientific). La terapia antitrombotica post-impianto (clopidogrel 75 mg/die) è stata precocemente sospesa dopo 3 settimane a causa della recidiva di sanguinamenti significativi. Dopo 12 mesi, la paziente è in buona salute con rari episodi di sanguinamenti minori ed evidenza ecocardiografica di corretto posizionamento del dispositivo intracardiaco in assenza di apposizioni trombotiche.In conclusione, l’intervento percutaneo di chiusura di auricola si conferma essere una valida e sicura alternativa nei pazienti con fibrillazione atriale ed elevato rischio emorragico controindicante la TAO. Previa approfondita valutazione del rischio/beneficio, riteniamo sia possibile anche considerare una singola terapia antiaggregante dopo impianto del dispositivo, in linea con le ultime recenti evidenze.
ER  -   
