TY  -  JOUR
AU  -  Baldasseroni, Samuele
AU  -  Bo, Mario
AU  -  Brambati, Tiziana
AU  -  Marchionni, Niccolò
AU  -  a nome della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe)
T1  -  Quanto è rilevante la fragilità in cardiologia?
PY  -  2019
Y1  -  2019-04-01
DO  -  10.1714/3126.31074
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  4
SP  -  210
EP  -  222
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/11
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3126.31074
N2  -  Nelle ultime decadi è significativamente aumentata la prevalenza e l’incidenza di malattie cardiovascolari acute e croniche, in particolare negli ultraottantenni. Il sostanziale cambiamento epidemiologico ha messo di fronte il medico a scelte terapeutiche complesse avendo oggi a disposizione molteplici possibilità terapeutiche farmacologiche ed interventistiche ad alta complessità, la cui efficacia e sicurezza ha solide basi scientifiche, derivanti da trial randomizzati e registri, che non sempre però, hanno arruolato una popolazione anziana rappresentativa della quotidiana pratica clinica geriatrica. La popolazione anziana ha spesso una significativa complessità clinica legata alla differente relazione, nel singolo paziente, dei cambiamenti fisiologici età-correlati, del carico di comorbilità e dell’espressione sintomatologica della malattia. Tale complessità fenotipica spesso non è intercettata e definita dalle classificazioni e dagli strumenti diagnostici e classificativi della cardiologia tradizionale. Le sindromi geriatriche sono determinanti nel peggiorare la salute complessiva dell’anziano e la propria percezione della qualità di vita; tra queste la “fragilita’” occupa un posto centrale nel determinare il rischio di disabilità e di morte del paziente anziano. La fragilità viene definita come un progressivo deterioramento età-correlato delle capacità dei sistemi biologici di resistere a differenti eventi stressanti o perturbanti le cui conseguenze rendono l’anziano molto più vulnerabile alla perdita di capacità funzionale globale e alla morte. Il concetto di fragilità centralizza il ruolo della capacità funzionale globale (fisica e cognitiva) del paziente anziano come il determinante principale del suo stato di salute al di là della presenza o assenza della singola patologia. La Comprehensive Geriatric Assessment (CGA) è lo strumento che il geriatra utilizza per valutare clinicamente e funzionalmente il paziente anziano, con l’obiettivo di analizzare i bisogni e di programmare il trattamento; si basa su scale di misura del livello di comorbilità, della performance fisica e cognitiva, dello stato emotivo, nutrizionale, con particolare attenzione alla presenza di sarcopenia al fine di intercettare precocemente la presenza della fragilità. La valutazione multidimensionale geriatrica ha dimostrato di poter stimare meglio di ogni altro strumento il rischio di morte e di istituzionalizzazione dell’anziano. Sulla base di queste considerazioni qualunque medico che si prenda cura del paziente anziano non può più basarsi sulla mera età cronologica come criterio di scelta fondante nel processo decisionale diagnostico-terapeutico, ma dovrà acquisire familiarità con la misura della fragilità, della capacità funzionale fisica e cognitiva. Alla geriatria moderna resta il compito, non sempre facile, di fornire strumenti validi e dati scientifici solidi su cui poter basare la selezione dei pazienti anziani a più alta probabilità di trarre beneficio dai nuovi interventi terapeutici ad alta complessità che la cardiologia degli ultimi anni ha messo a punto.
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