TY  -  JOUR
AU  -  Donti, Andrea
AU  -  Egidy Assenza, Gabriele
AU  -  Mariucci, Elisabetta
T1  -  Chiusura percutanea del forame ovale pervio 
in pazienti con ictus criptogenico
PY  -  2019
Y1  -  2019-02-01
DO  -  10.1714/3093.30855
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  2
SP  -  73
EP  -  84
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3093.30855
N2  -  Il trattamento dei pazienti con ictus criptogenico e forame ovale pervio (PFO) è da tempo oggetto di discussione anche perché la notevole prevalenza di PFO nella popolazione generale (25-30%) rende molto difficoltoso stabilire con certezza un vero rapporto causa-effetto. Mentre i primi studi randomizzati non hanno mostrato un vantaggio significativo della chiusura transcatetere del PFO rispetto alla sola terapia medica, evidenze più recenti, provenienti da nuovi studi randomizzati, mostrano una maggior efficacia dell’associazione chiusura PFO e terapia antiaggregante rispetto alla sola terapia antiaggregante nella prevenzione della recidiva di ictus senza un maggior rischio di eventi avversi nel follow-up; unica eccezione una maggiore incidenza di episodi di fibrillazione atriale dopo la procedura interventistica. Il vantaggio rispetto alla sola terapia antiaggregante riguarda esclusivamente pazienti accuratamente selezionati sulla base di dati anamnestici, clinici e di imaging neurologico e cardiologico. Rimangono alcune aree di incertezza relative alla durata della terapia antiaggregante dopo chiusura del PFO, al significato clinico degli episodi di fibrillazione atriale prima e dopo chiusura del PFO e al possibile ruolo di vecchi e nuovi farmaci anticoagulanti.
ER  -   
