TY  -  JOUR
AU  -  Russo, Giulia
AU  -  Bilato, Claudio
T1  -  I medicinali equivalenti: se li conosci non li eviti...
PY  -  2019
Y1  -  2019-02-01
DO  -  10.1714/3093.30854
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  2
SP  -  66
EP  -  72
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3093.30854
N2  -  Sebbene i medicinali equivalenti siano stati introdotti in Italia ormai da decenni, il nostro Paese si trova ancora tra gli ultimi nella prescrizione e nel volume di medicinale equivalente impiegato. Un po’ per diffidenza, un po’ per scarsa conoscenza il prescrittore, medico di medicina generale o specialista, tende a non prescriverli molto. Eppure l’utilizzo più ampio del medicinale equivalente potrebbe: (1) liberare risorse significative per la spesa sanitaria generale da allocare nel campo della ricerca clinica e nello sviluppo di nuove terapie; (2) costituire un risparmio non trascurabile per il paziente, evitando di dover pagare la quota ticket a proprio carico, soprattutto in soggetti in politerapia. In un sistema sanitario in cui le risorse non sono illimitate, il ricorso al maggior utilizzo di farmaci a brevetto scaduto dovrebbe costituire quasi un obbligo “sostanziale” e soprattutto una “norma” etica. Scopo di questa breve rassegna è proporre una concisa ma esauriente puntualizzazione, atta a fugare i dubbi e gli ostacoli culturali residui, se presenti, sull’impego dei medicinali equivalenti nell’ambito della cardiologia clinica.
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