TY  -  JOUR
AU  -  Abrignani, Maurizio G.
AU  -  Parrini, Iris
AU  -  Grosseto, Daniele
AU  -  Lestuzzi, Chiara
AU  -  Mistrangelo, Marinella
AU  -  Passaretti, Bruno
AU  -  a nome dell'Area Prevenzione Cardiovascolare ANMCO e della Task Force Cardioncologia ANMCO
T1  -  Stili di vita, fattori di rischio e prevenzione 
delle malattie oncologiche: il ruolo del cardiologo
PY  -  2019
Y1  -  2019-01-01
DO  -  10.1714/3079.30717
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  20
IS  -  1
SP  -  20
EP  -  31
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3079.30717
N2  -  Sebbene malattie cardiovascolari e neoplasie, le principali cause di morte, siano comunemente considerate due entità separate, esse possiedono diverse possibili interazioni, tra cui numerosi fattori di rischio condivisi (es. obesità, diabete, infiammazione cronica).Ogni cardiologo dovrebbe essere in grado di consigliare uno stile di vita corretto (dieta equilibrata, esercizio fisico, astensione dal fumo e dall’abuso di alcool); così facendo, si potrebbero prevenire non solo le malattie cardiovascolari, ma anche i tumori. Inoltre, gli interventi sulla dieta e contro sedentarietà e fumo si sono dimostrati efficaci anche in pazienti con neoplasie note. Molti farmaci usati nella prevenzione cardiovascolare (come aspirina, statine, metformina e betabloccanti) hanno rivelato in vitro e in vivo promettenti proprietà pleiotropiche, e si sono anche dimostrati, in studi osservazionali, efficaci nella prevenzione di alcune neoplasie, anche se l’argomento è controverso, enfatizzando la necessità di studi di intervento nel campo della prevenzione primaria e secondaria dei tumori. Si discute sul potenziale uso adiuvante chemioterapeutico dei suddetti farmaci, ma i dati epidemiologici del mondo reale rimangono poco conclusivi.In questa rassegna, esploreremo i fattori di rischio comuni a malattie cardiovascolari e neoplasie e il ruolo dei trattamenti preventivi cardiologici, sottolineando i principali studi epidemiologici e i potenziali meccanismi biologici implicati.
ER  -   
