TY  -  JOUR
AU  -  Capranzano, Piera
AU  -  Tamburino, Corrado
T1  -  Cardiopatia ischemica cronica: quando fermarsi 
e discutere in Heart Team? Quasi mai
PY  -  2018
Y1  -  2018-11-01
DO  -  10.1714/3019.30158
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  11
SP  -  18
EP  -  21
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/3019.30158
N2  -  L’espansione delle opzioni di trattamento della malattia coronarica stabile multivasale, includenti la terapia medica e la rivascolarizzazione miocardica chirurgica o percutanea, hanno slatentizzato il bisogno di basare il processo decisionale circa la selezione della migliore terapia da erogare su un approccio multidisciplinare potenzialmente in grado di individuare la strategia più appropriata per il paziente nel modo più trasparente, partecipato ed esaustivo possibile. L’approccio multidisciplinare è stato ampiamente sostenuto in ambito cardiovascolare, dove si rende concreto nel cosiddetto “Heart Team” (HT), organismo collegiale che nella sua compagine più essenziale include il cardiochirurgo, il cardiologo clinico e quello interventista. Tuttavia l’indisponibilità per molti laboratori di Emodinamica di una cardiochirurgia on-site, unitamente al maggior utilizzo di materiali sofisticati e tecnologie avanzate, alla crescente familiarità del cardiologo interventista nell’impiego di tecniche più fini e complesse, oltre che alla migliore definizione delle indicazioni delle recenti linee guida, possono far sì che attualmente il ricorso all’HT possa generare un anacronistico e ingiustificato rallentamento del processo decisionale, talora fino all’impasse, con conseguente aumento dei costi sociali e sanitari.Pertanto nel presente articolo saranno esaminate le possibilità di limitare con discernimento il ricorso effettivo all’HT per la scelta del trattamento della malattia coronarica stabile a maggior grado di complessità.
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