TY  -  JOUR
AU  -  Di Nisio, Marcello
T1  -  Terapia del tromboembolismo venoso 
associato al cancro
PY  -  2018
Y1  -  2018-09-01
DO  -  10.1714/2989.29922
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  9
SP  -  7
EP  -  12
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2989.29922
N2  -  La maggior parte delle linee guida internazionali raccomanda l’uso delle eparine a basso peso molecolare come trattamento di prima scelta per il tromboembolismo venoso (TEV) associato a cancro. Nello studio Hokusai VTE Cancer 1050 pazienti con cancro e TEV acuto sono stati randomizzati ad edoxaban o dalteparina per una durata di trattamento di almeno 6 mesi fino a 12 mesi. Edoxaban è risultato non inferiore a dalteparina rispetto all’endpoint primario composito costituito da TEV ricorrente e sanguinamento maggiore. L’incidenza di TEV è stata numericamente più bassa nel gruppo edoxaban, mentre quella di sanguinamento maggiore era significativamente più alta rispetto al gruppo dalteparina, differenza quest’ultima legata in gran parte all’aumento di sanguinamenti gastrointestinali superiori nei pazienti con tumori gastrointestinali trattati con edoxaban. Il numero dei sanguinamenti maggiori severi è stato tuttavia pressoché identico nei due gruppi. Nello studio pilota Select-D condotto su 406 pazienti con cancro e TEV, l’incidenza di TEV ricorrente era ridotta, mentre quella i sanguinamenti maggiori ed i sanguinamenti clinicamente rilevanti non maggiori erano significativamente aumentati nel gruppo rivaroxaban, interessando in particolare il tratto gastrointestinale e pazienti con tumori dell’esofago o gastroesofagei.In attesa dei risultati degli studi in corso, i dati dello studio Hokusai VTE Cancer suggeriscono che edoxaban può rappresentare una valida alternativa all’eparina a basso peso molecolare per il trattamento del TEV in pazienti con cancro. Nel caso di pazienti con tumori gastrointestinali, la decisione sull’uso di edoxaban dovrà considerare attentamente il rapporto rischio-beneficio e le preferenze del paziente.
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