TY  -  JOUR
AU  -  Di Tano, Giuseppe
AU  -  Di Lenarda, Andrea
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Aspromonte, Nadia
AU  -  De Maria, Renata
AU  -  Frigerio, Maria
AU  -  Iacoviello, Massimo
AU  -  Mortara, Andrea
AU  -  Murrone, Adriano
AU  -  Nardi, Federico
AU  -  Oliva, Fabrizio
AU  -  Pontremoli, Roberto
AU  -  Scherillo, Marino
AU  -  Senni, Michele
AU  -  Urbinati, Stefano
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
T1  -  Position paper ANMCO sull’utilizzo della terapia 
con sacubitril/valsartan nel paziente 
con scompenso cardiaco
PY  -  2018
Y1  -  2018-10-01
DO  -  10.1714/2978.29843
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  10
SP  -  568
EP  -  590
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2978.29843
N2  -  Sacubitril/valsartan è la maggiore novità farmacologica degli ultimi 20 anni nell’ambito delle cure dei pazienti con scompenso cardiaco (SC) cronico a funzione sistolica ridotta. Capostipite di una nuova classe di farmaci, gli ARNI (inibitori del recettore dell’angiotensina e della neprilisina), sacubitril/valsartan, tramite un’azione congiunta di inibizione della neprilisina e di antagonismo dell’angiotensina II, rappresenta una originale ed innovativa potenzialità terapeutica, per la sua attività di neuro-modulazione integrata del sistema dei peptidi natriuretici e del sistema renina-angiotensina. Nello studio PARADIGM-HF, nei pazienti con SC e ridotta frazione di eiezione è stata osservata una riduzione del 20% del rischio di morte cardiovascolare e di ospedalizzazione per SC (endpoint primario), una riduzione del 20% del rischio di morte cardiovascolare, del 21-20% del rischio di prima ospedalizzazione per SC e del 16-20% della mortalità per ogni causa rispetto ai pazienti trattati con enalapril (p<0.001 per tutti).Successivamente alla pubblicazione dei risultati dello studio PARADIGM-HF, in cui sacubitril/valsartan si è rivelato significativamente superiore ad enalapril verso tutti gli endpoint previsti dallo studio, sia le linee guida europee che americane hanno inserito il farmaco con una raccomandazione di classe I, anche se con alcuni distinguo relativamente alla necessità di un pretrattamento con inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina. Da circa 1 anno il farmaco è prescrivibile in Italia, regolamentato da uno specifico Piano Terapeutico. Nonostante le specifiche e limitate indicazioni ai pazienti ancora sintomatici per SC, le potenzialità terapeutiche di questa nuova classe farmacologica appaiono progressivamente più ampie e meritevoli di una revisione critica, in quanto alcune ancora non supportate da evidenze scientifiche. In questo position paper vengono descritte ed analizzate tutte le più comuni e possibili implicazioni terapeutiche di sacubitril/valsartan, in modo da fornire al cardiologo clinico elementi utili ad aggiornare il proprio bagaglio culturale per poter adeguatamente implementare questa nuova opportunità farmacologica nella pratica clinica quotidiana.
ER  -   
