TY  -  JOUR
AU  -  Figliozzi, Stefano
AU  -  D’Amico, Gianpiero
AU  -  Fraccaro, Chiara
AU  -  Napodano, Massimo
AU  -  Tarantini, Giuseppe
T1  -  Chiusura percutanea di un difetto del setto interatriale 
molto ampio: caso clinico e revisione della letteratura
PY  -  2018
Y1  -  2018-10-01
DO  -  10.1714/2978.29842
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  10
SP  -  563
EP  -  567
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2978.29842
N2  -  La chiusura percutanea transcatetere rappresenta il trattamento di scelta dei difetti del setto interatriale (DIA) di tipo ostium secundum, in virtù della comparabile efficacia e del minor tasso di complicanze rispetto alla chirurgia cardiaca. Tuttavia, il trattamento percutaneo di DIA molto ampi è a tutt’oggi considerato una procedura tecnicamente difficoltosa ed è sconsigliata per diametri >38 mm, specie in assenza di rim atriali. I pazienti con tali difetti infatti vanno incontro a un maggior tasso di complicanze quando viene tentato un approccio percutaneo. Pertanto la scelta del trattamento più appropriato in queste situazioni è ancora dibattuta. Riportiamo il caso di un paziente di 75 anni, ospedalizzato per scompenso cardiaco congestizio secondario ad un ampio DIA. Dopo accurata misurazione del difetto tramite ecocardiografia transesofagea e sizing balloon, il paziente è stato sottoposto con successo a chiusura percutanea con dispositivo Amplatzer Septal Occluder, grazie all’utilizzo di alcuni semplici accorgimenti tecnici.
ER  -   
