TY  -  JOUR
AU  -  Abrignani, Maurizio Giuseppe
AU  -  Carletti, Monica
AU  -  Bovi, Paolo
AU  -  Conti, Giovanni
AU  -  Giallauria, Francesco
AU  -  a nome dell'Area Prevenzione Cardiovascolare 
ANMCO - Task Force CardioNeurologia ANMCO
T1  -  Prevenzione degli eventi cardioembolici 
dopo emorragia intracranica
PY  -  2018
Y1  -  2018-10-01
DO  -  10.1714/2978.29840
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  10
SP  -  542
EP  -  551
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2978.29840
N2  -  Nel paziente a rischio tromboembolico che ha presentato un’emorragia intracranica ci si trova di fronte a due opposte esigenze: prevenire il cardioembolismo ed evitare la recidiva di un sanguinamento cerebrale. Il cardiologo chiamato a consulenza per questi pazienti si deve porre il problema, assieme al neurologo, di quale atteggiamento terapeutico sia più corretto. Dai dati della letteratura sembra emergere che solo una parte dei pazienti con pregressa emorragia intracranica ha ripreso la terapia anticoagulante orale (TAO); tuttavia, alcuni registri sembrano suggerire che la ripresa della TAO garantisca un risultato favorevole sull’outcome combinato ictus ischemico/embolia sistemica/morte per tutte le cause. I parametri da valutare, in questi casi, sono numerosi, e tra questi vi è il tipo di sanguinamento intracranico, la concomitanza di un pregresso evento tromboembolico, il rischio tromboembolico globale e la preesistenza o meno di una TAO. Questa rassegna tratta quindi di un tema di particolare interesse, che pone una serie di snodi decisionali, come ad esempio se sia opportuno o meno iniziare o riprendere la TAO, quali siano in questo caso la classe farmacologica più indicata e la tempistica più corretta per iniziarla, e se esistano possibili valide alternative terapeutiche alla TAO.
ER  -   
