TY  -  JOUR
AU  -  Pilleri, Annarita
AU  -  Abrignani, Maurizio Giuseppe
AU  -  Angeli, Fabio
AU  -  Fontanive, Paolo
AU  -  Silvestri, Paolo
AU  -  Mureddu, Gian Francesco
AU  -  a nome dell’Area Prevenzione Cardiovascolare ANMCO
T1  -  Valutazione del rischio cardiovascolare e della gestione 
perioperatoria del paziente candidato a chirurgia 
non cardiaca. I risultati della web survey ANMCO
PY  -  2018
Y1  -  2018-09-01
DO  -  10.1714/2951.29669
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  9
SP  -  504
EP  -  509
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2951.29669
N2  -  Razionale. Le linee guida 2014 della Società Europea di Cardiologia (ESC) hanno ridefinito la stratificazione del rischio cardiovascolare e la gestione perioperatoria dei candidati a chirurgia non cardiaca. Nonostante la crescente rilevanza epidemiologica, questo aspetto clinico è a tutt’oggi ampiamente trascurato. Materiali e metodi. Nel corso del 2016 l’Area Prevenzione Cardiovascolare dell’ANMCO ha organizzato una web survey tra i cardiologi ospedalieri italiani con lo scopo di conoscere i percorsi gestionali ed assistenziali in chirurgia non cardiaca e di valutare l’aderenza dei cardiologi alle linee guida. La partecipazione alla survey era su piattaforma web ed anonima.Risultati. I cardiologi che hanno risposto al questionario erano distribuiti omogeneamente dal punto di vista geografico, come pure relativamente al tipo di attività lavorativa praticata (unità coronarica, degenza, servizi ambulatoriali). Tra i partecipanti alla web survey, il 38% riferiva di valutare ogni mese oltre 20 pazienti e il 25% oltre 20 pazienti di età >75 anni. Un percorso aziendale strutturato o documenti di indirizzo aziendali erano segnalati solo dal 60% dei partecipanti. Contrariamente alle indicazioni delle linee guida, più di un terzo dei partecipanti riportava che la valutazione cardiologica precedeva quella anestesiologica e il 42% che veniva richiesta indipendentemente dal profilo rischio dei pazienti. Inoltre l’utilizzo degli indici di rischio raccomandati dall’ESC era molto basso (1%) e solo il 56% dei partecipanti riportava nella consulenza la capacità funzionale dei pazienti. Metà dei cardiologi partecipanti riferiva di praticare la “bridge therapy” con eparina dopo la sospensione degli anticoagulanti orali diretti.Conclusioni. Questi risultati confermano la necessità di promuovere programmi formativi sulla stratificazione perioperatoria del rischio cardiovascolare e di aumentare la sensibilità dei cardiologi italiani su questo tema, allo scopo di migliorare l’aderenza alle linee guida.
ER  -   
