TY  -  JOUR
AU  -  Burzotta, Francesco
AU  -  Russo, Giulio
AU  -  Basile, Eloisa
AU  -  Aurigemma, Cristina
AU  -  Leone, Antonio Maria
AU  -  Niccoli, Giampaolo
AU  -  Porto, Italo
AU  -  Bruno, Piergiorgio
AU  -  Massetti, Massimo
AU  -  Crea, Filippo
AU  -  Trani, Carlo
T1  -  Come orientarsi tra contropulsatore, Impella 
e ossigenazione a membrana extracorporea
PY  -  2018
Y1  -  2018-06-01
DO  -  10.1714/2939.29545
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  6
SP  -  5
EP  -  13
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/08/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2939.29545
N2  -  Il trattamento dei pazienti cardiologici critici è un argomento di grande attualità ma estremamente controverso. Il progresso tecnologico ha fornito strumenti meccanici in grado di permettere gradi diversi di supporto emodinamico che possano essere impiantati rapidamente anche per via percutanea. I sistemi di supporto emodinamico meccanico più diffusi sono il contropulsatore aortico (IABP, intra-aortic balloon pump), l’Impella e l’ossigenazione a membrana extracorporea (extracorporeal membrane oxygenation, ECMO) e presentano caratteristiche estremamente differenti. La selezione dei pazienti che possano maggiormente giovarsi di ciascuno di tali sistemi è però molto dibattuta.La pratica clinica di alcuni centri e le linee guida internazionali considerano l’utilizzo di sistemi di supporto emodinamico meccanico in due specifici e differenti contesti clinici: l’angioplastica coronarica (PCI) ad alto rischio e lo shock cardiogeno/arresto cardiaco refrattario.Nella PCI ad alto rischio, il supporto emodinamico meccanico ha la finalità di prevenire il deterioramento emodinamico e l’instaurarsi dello shock cardiogeno durante la procedura. In base alla stratificazione del rischio, può essere selezionato IABP o Impella. Per tale indicazione, esistono evidenze scientifiche che permettano di orientarsi nella scelta del paziente. L’uso profilattico dell’ECMO durante PCI è considerato di solito una seconda scelta. L’uso di dispositivi di supporto meccanico nello shock cardiogeno/arresto cardiaco refrattario rappresenta un campo estremamente promettente vista l’elevata mortalità dei pazienti trattati con farmaci inotropi. Nonostante gli studi clinici siano contrastanti, le linee guida internazionali suggeriscono di considerare il supporto emodinamico meccanico nei pazienti con shock cardiogeno. Il fallimento dell’uso sistematico dell’IABP ha di fatto aperto la porta ad un uso più ampio di Impella ed ECMO. Per tale motivo, e vista la complessità associata all’uso del supporto emodinamico meccanico in pazienti critici, è auspicabile lo sviluppo di protocolli locali condivisi tra tutti gli specialisti coinvolti nell’assistenza.
ER  -   
