TY  -  JOUR
AU  -  Imazio, Massimo
AU  -  Lazaros, George
AU  -  Brucato, Antonio
T1  -  Dieci quesiti in tema di versamento 
pericardico
PY  -  2018
Y1  -  2018-06-01
DO  -  10.1714/2922.29367
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  6
SP  -  339
EP  -  345
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2922.29367
N2  -  Nella pratica clinica la presenza di un versamento pericardico non implica necessariamente che si tratti della manifestazione di una pericardite, per quanto rientri nei criteri diagnostici di questa patologia (dal 40% al 50% dei casi di pericardite non presentano infatti versamento pericardico e vengono classificati come “pericarditi secche”). Il clinico deve valutare la presenza di segni e sintomi, escludere la presenza di infiammazione pericardica e di una malattia sottostante (ad esempio una neoplasia, una malattia infiammatoria sistemica, l’insufficienza renale, l’ipotiroidismo). Se non è evidente una causa apparente come spesso accade, il versamento è definito “idiopatico” e la necessità della pericardiocentesi va individualizzata in base ai sintomi. Un versamento idiopatico cronico anche grave può a lungo rimanere asintomatico ed avere una buona prognosi anche senza alcun intervento.In questo articolo tenteremo di chiarire dubbi comuni e proporre approcci basati sull’evidenza scientifica per la diagnosi, la terapia e il follow-up dei pazienti con versamento pericardico, sottolineando anche le possibili complicazioni e la prognosi attesa.
ER  -   
