TY  -  JOUR
AU  -  Gulizia, Michele Massimo
AU  -  Colivicchi, Furio
AU  -  Abrignani, Maurizio Giuseppe
AU  -  Ambrosetti, Marco
AU  -  Aspromonte, Nadia
AU  -  Barile, Gabriella
AU  -  Caporale, Roberto
AU  -  Casolo, Giancarlo
AU  -  Chiuini, Emilia
AU  -  Di Lenarda, Andrea
AU  -  Faggiano, Pompilio
AU  -  Gabrielli, Domenico
AU  -  Geraci, Giovanna
AU  -  La Manna, Alessio Gaetano
AU  -  Maggioni, Aldo Pietro
AU  -  Marchese, Alfredo
AU  -  Massari, Ferdinando Maria
AU  -  Mureddu, Gian Francesco
AU  -  Musumeci, Giuseppe
AU  -  Nardi, Federico
AU  -  Panno, Antonio Vittorio
AU  -  Pedretti, Roberto Franco Enrico
AU  -  Piredda, Massimo
AU  -  Pusineri, Enrico
AU  -  Riccio, Carmine
AU  -  Rossini, Roberta
AU  -  Scotto di Uccio, Fortunato
AU  -  Urbinati, Stefano
AU  -  Varbella, Ferdinando
AU  -  Zito, Giovanni Battista
AU  -  De Luca, Leonardo
T1  -  Documento di consenso intersocietario 
ANMCO/ANCE/ARCA/GICR-IACPR/GISE/SICOA: 
La terapia antiaggregante a lungo termine 
nel paziente con malattia coronarica
PY  -  2018
Y1  -  2018-05-01
DO  -  10.1714/2907.29280
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  5
SP  -  263
EP  -  331
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2907.29280
N2  -  La duplice terapia antiaggregante (DAPT) a base di aspirina ed un inibitore del recettore piastrinico P2Y12 rappresenta il fondamento del trattamento farmacologico dei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta (SCA) e di quelli sottoposti ad impianto di stent coronarici. La DAPT a lungo termine (>1 anno) può ulteriormente ridurre il rischio di trombosi di stent dopo procedura coronarica percutanea (PCI) e può limitare l’incidenza di eventi ischemici non correlati allo stent nei pazienti con SCA. Tuttavia, rispetto alla sola aspirina, l’uso prolungato di aspirina ed inibitore del recettore P2Y12 si associa ad un aumento del rischio di eventi emorragici che sono strettamente associati ad eventi avversi come l’ischemia ricorrente, le nuove ospedalizzazioni e la mortalità. Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi studi clinici randomizzati che hanno confrontato la durata della DAPT dopo PCI e nei pazienti con SCA valutando sia regimi di accorciamento che di prolungamento della DAPT.Sebbene le attuali linee guida europee forniscano un iniziale supporto per l’individualizzazione del trattamento antipiastrinico, appare sempre più complesso nella pratica clinica identificare il paziente ideale a cui ridurre o prolungare in sicurezza il trattamento con la DAPT. Scopo del presente documento di consenso è riassumere le evidenze sulla durata ottimale della DAPT e fornire una guida per il clinico nell’individualizzazione della strategia antipiastrinica per i pazienti sottoposti a PCI o per quelli che si presentano con una SCA.
ER  -   
