TY  -  JOUR
AU  -  Scardovi, Angela Beatrice
AU  -  De Maria, Renata
T1  -  La cardiomiopatia peripartum: 
una malattia poco nota
PY  -  2018
Y1  -  2018-04-01
DO  -  10.1714/2898.29215
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  4
SP  -  209
EP  -  221
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/05/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2898.29215
N2  -  La cardiomiopatia peripartum (CMPP) è una malattia cardiaca relativamente rara che si manifesta nella fase finale della gravidanza e nei primi mesi dopo il parto in donne senza storia di patologie cardiovascolari. Probabilmente a causa di una maggiore consapevolezza, l’incidenza della CMPP sembra in aumento, anche in relazione a cambiamenti socioeconomici ed è diversa nelle varie parti del mondo. La CMPP riconosce un’eziologia multifattoriale ancora parzialmente non definita. Alla base dello sviluppo della malattia sono state formulate diverse ipotesi patogenetiche, che vanno da meccanismi autoimmuni alla miocardite, all’ipotesi ormonale per produzione di prolattina (PRL) aberrante, antiangiogenica e cardiotossica (16k Da PRL), apoptosi, prolungata esposizione a farmaci tocolitici, malnutrizione, predisposizione genetica.La diagnosi di CMPP è a tutt’oggi di esclusione, nonostante siano stati proposti alcuni biomarcatori specifici con una cinetica correlata alla gravidanza, il cui valore diagnostico peraltro rimane ancora da definire e ancora non disponibili nella pratica clinica.La fase acuta della malattia può richiedere l’uso di farmaci inotropi e vasodilatatori nonché di supporto meccanico al circolo e in alcuni casi si rende necessario il trapianto cardiaco. Sono controindicati gli agonisti beta1-adrenergici, per la possibile induzione di danno permanente da perdita di miociti, con evoluzione verso lo scompenso cardiaco (SC) cronico. La recente dimostrazione dell’effetto cardiotossico della PRL aberrante ha indotto a testare con successo l’effetto terapeutico della bromocriptina, un agonista della dopamina 2D che blocca la PRL. Questo trattamento appare specifico per la CMPP, in quanto è mirato alla 16k Da PRL, al suo mediatore miR-146a e/o al fattore di crescita endoteliale vascolare. Il trattamento dello SC cronico non differisce da quello da altra eziologia, secondo linee guida internazionali.La prognosi della malattia è variabile e non sempre prevedibile, anche se appare negli ultimi anni in leggero miglioramento. Si può assistere a completo recupero funzionale oppure scarsa risposta alla terapia e sviluppo di cardiomiopatia dilatativa e SC cronico. Il rischio di recidiva è sempre presente, in misura diversa, nelle gravidanze successive, che, in linea di massima, andrebbero evitate. Infatti anche nelle pazienti con recupero ottimale le recidive in corso di una nuova gravidanza si possono verificare fino al 20% dei casi. Le donne che vogliano affrontare una successiva gestazione devono essere adeguatamente informate e, in caso di gravidanza, essere sottoposte a controlli ravvicinati.
ER  -   
