TY  -  JOUR
AU  -  De Ponti, Roberto
AU  -  Marazzato, Jacopo
AU  -  Marazzi, Raffaella
AU  -  Doni, Lorenzo A.
AU  -  Salerno-Uriarte, Jorge A.
T1  -  Pre-eccitazione ventricolare in assenza di sintomi: 
che strada percorrere?
PY  -  2018
Y1  -  2018-03-01
DO  -  10.1714/2883.29074
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  3
SP  -  161
EP  -  169
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/06/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2883.29074
N2  -  La gestione dei soggetti asintomatici con riscontro occasionale di pre-eccitazione ventricolare presenta aspetti controversi. Infatti l’assenza di sintomi in un soggetto con pre-eccitazione ventricolare stabile non definisce necessariamente un quadro clinico di benignità, in quanto essa potrebbe essere dovuta da una parte a scadenti capacità conduttive della via accessoria atrioventricolare, ma dall’altra a peculiari condizioni che, pur in presenza di ottime capacità conduttive, prevengono temporaneamente lo sviluppo di aritmie. Esse possono comparire successivamente anche sotto forma, seppur molto raramente, di aritmie maligne. Un atteggiamento aggressivo, volto a trattare tutti i soggetti asintomatici non è giustificato, così come quello superficiale di non eseguire alcuna valutazione. È necessaria invece una valutazione adeguata per definire nel singolo individuo il rischio di qualsiasi aritmia che possa verificarsi e richiedere un trattamento. Per decenni la gestione di questi casi è stata alquanto differente nei diversi centri. Un recente documento di consenso propone l’utilizzo combinato di metodiche non invasive ed invasive per un corretto inquadramento di questi pazienti. Quando le prime non sono in grado di evidenziare scadenti capacità conduttive della via accessoria, è giustificato ricorrere allo studio elettrofisiologico per definire il rischio aritmico di un soggetto e, ove necessario, sottoporlo ad adeguato trattamento ablativo.
ER  -   
