TY  -  JOUR
AU  -  Roversi, Sara
AU  -  Fabbri, Leonardo M.
T1  -  Interazioni cuore-polmoni: la broncopneumopatia cronica ostruttiva e la cardiopatia ischemica
PY  -  2018
Y1  -  2018-03-01
DO  -  10.1714/2883.29073
JO  -  Giornale Italiano di Cardiologia
JA  -  G Ital Cardiol
VL  -  19
IS  -  3
SP  -  153
EP  -  160
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  1972-6481
Y2  -  2026/07/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1714/2883.29073
N2  -  L’interazione tra cuore e polmoni è un argomento vasto, complesso e affascinante e, da un punto di vista clinico, le alterazioni di un organo influenzano e promuovono le alterazioni dell’altro. Le malattie croniche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e la cardiopatia ischemica, sono un classico esempio di tali interazioni. I dati epidemiologici indicano che le malattie cardiovascolari sono frequenti nei pazienti con BPCO e viceversa: ad esempio, la prevalenza di cardiopatia ischemica nei pazienti con diagnosi di BPCO varia dal 4% fino al 60%, mentre la BPCO viene riportata nel 30% dei pazienti con malattia coronarica e tali dati di prevalenza sono generalmente significativamente più elevati rispetto al gruppo di controllo. BPCO e cardiopatia ischemica condividono alcuni fattori di rischio comuni, come il fumo di sigaretta, l’inattività fisica, lo stile di vita non salutare e l’età avanzata, che possono giustificare la loro correlazione epidemiologica. Tuttavia, altri meccanismi come un’alterata risposta infiammatoria sistemica, nonché gli effetti negativi di acidosi e ipossia sono probabilmente coinvolti nel legame tra queste due patologie. Dal punto di vista clinico, sintomi come dispnea ingravescente, senso di costrizione toracica e scarsa tolleranza all’esercizio fisico possono avere genesi cardiaca o polmonare, rendendo la loro interpretazione difficile nella pratica clinica. Tuttavia, l’identificazione di BPCO nei pazienti con anamnesi positiva per cardiopatia ischemica, e viceversa, è molto importante considerando l’effetto prognostico negativo delle comorbilità, che correlano con una peggior qualità di vita e un maggior rischio di ospedalizzazione e morte. La gestione terapeutica può risultare altrettanto complicata per indicazioni apparentemente contrastanti, come l’uso di betabloccanti nella cardiopatia ischemica e di beta2-agonisti nella BPCO, e possibili effetti collaterali cardiaci dei broncodilatatori.In questa revisione narrativa affronteremo questi argomenti, fornendo un  delle principali implicazioni cliniche e terapeutiche di queste due importanti comorbilità.
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